13 Gennaio Gen 2017 1244 13 gennaio 2017

Il terrorista che non si vergogna

Salah Abdeslam, considerato tra i responsabili degli attentati di Parigi di novembre 2015, ha scritto una lettera dal carcere in cui afferma di non provare imbarazzo per «quello che sono».

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«Non mi vergogno di quello che sono». È il passaggio saliente di una lettera che Salah Abdeslam, il principale sospettato per gli attacchi terroristici che hanno colpito Parigi nel novembre 2015, ha scritto dal carcere in risposta a una interlocutrice la cui identità è per ora sconosciuta. L'unica persona a cui il terrorista affiliato all'Isis ha deciso di rispondere.

MOLTE LETTERE
Il testo della lettera è stato riportato, su permesso delle autorità francesi, da Libération. Secondo il quotidiano, nel corso della sua detenzione Abdeslam ha ricevuto molte lettere, di solito riconducibili a quattro tipologie: cattolici che gli pongono domande sulla fede, donne che dicono di essere innamorate di lui e di volergli dare un figlio, richieste dei media e avvocati che si offrono per difenderlo. Abdeslam non ha risposto mai a nessuno, tranne che a una donna: «Ti scrivo senza sapere da dove cominciare, ho ricevuto tutte le tue lettere e non saprei dire se mi hanno fatto piacere o no, quel che è certo è che mi permettono di passare del tempo con il mondo esterno».

NON SI SENTE UN IDOLO
La lettera continua così: «Innanzitutto, non ho paura di dire nulla perché non mi vergogno di ciò che sono e poi che cosa si potrebbe dire di peggio di quello che è già stato detto. Tu sei sincera e così lo sarò anch'io, se ti chiedo l'intenzione del tuo contatto è per assicurarmi che non mi ami come si fa con una 'star o un idolo', perché ho ricevuto lettere di questo tipo e non le perdono perché l'unico che merita di essere adorato è Allah, il Signore dell'universo».

RADICALIZZAZIONE SENZA FINE
Libération spiega anche che durante la permanenza in carcere Abdeslam sembra essersi ulteriormente radicalizzato, e che un altro estratto della lettera sembra confermare questa impressione (la sintassi confusa e l'assenza di punteggiatura sono caratteristiche del testo originale): «Non voglio né elevarmi sulla terra né causare disordine, non voglio altro che la riforma, io sono musulmano, cioè sottomesso ad Allah che mi ha creato e per la sua grazia mi ha armonosiamente creato così come tutto ciò che esiste, a cominciare dalla pioggia ci dona tutti i tipi di frutta per nutrirci». Quindi, una domanda per capire se l'interlocutrice è una 'fedele' come lui: «Tu sei sottomessa? Se non lo sei allora sbrigati a pentirti e sottometterti a Lui non ascoltare la gente ma piuttosto le parole del tuo Signore. Lui ti guiderà».

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