12 Gennaio Gen 2017 1735 12 gennaio 2017

Kawaii, una cultura sessista?

Spesso, per piacere agli uomini, le donne giapponesi abbracciano uno stile di vita considerato da alcuni, tra cui la moglie del primo ministro, avvilente e discriminatorio. Ecco di cosa si tratta.

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kawaii

La mentalità giapponese non cambia da almeno 30 anni. La pensa così Akie Abe, moglie del primo ministro giapponese Shinzō Abe, che in un'intervista rilasciata a dicembre ha espresso il suo disappunto sul sessismo che ancora fortemente resiste nel Paese asiatico.

LE DONNE KAWAII
La polemica fa esplicitamente riferimento a una cultura che tende a sminuire e sottomettere la figura femminile: «Gli uomini giapponesi preferiscono le donne 'amabili' ('kawaii') a quelle capaci, lavoratrici e tenaci. Quindi molte di loro, anche le più talentuose, provano a essere ciò che gli uomini amano». Il termine 'kawaii' designa tutto ciò che è 'carino': il look da scolaretta, gli animaletti, gli accessori per il telefono, l'atteggiamento infantile, buffo, innocente.

L'ORIGINE
Secondo il ricercatore Joshua Dale, riporta Grazia France, seppur questo tipo di atteggiamento si sia ormai sviluppato in tutto il mondo, in Giappone trova sempre inedite sfumature. I giapponesi, afferma l'esperto, associano il termine kawaii a cose sempre nuove, anche in modo molto forzato. Questo gusto per il 'grazioso' avrebbe origine, secondo lo stesso Joshua Dale, negli Anni '70, quando «le donne hanno iniziato a disegnare i manga, introducendo il kawaii»: è l'epoca in cui è nata Hello Kitty. Si tratta quindi di una forma d'espressione femminile che, nel tempo, si è riversata contro lo stesso genere che l'ha 'fondata'? In parte. Il ricercatore infatti sottolinea che le donne non si rendono 'kawaii' soltanto per piacere agli uomini. Molto spesso questa cultura non li riguarda affatto: molte donne in Giappone amano affermarsi e non sono affatto sottomesse.

UN MODO PER SENTIRSI MEGLIO
Secondo alcuni ricercatori alcune donne abbracciano lo stile 'grazioso' come per esprimere il rifiuto di crescere e prendersi delle responsabilità in una società che non offre loro molto. In fondo, aggiunge Dale, il kawaii colpisce perché fa sentire meglio. È, tanto per le donne quanto per gli uomini, un modo per compensare in un mondo in cui il lavoro si fa sempre più duro e altrettanto precario.

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