12 Gennaio Gen 2017 1933 12 gennaio 2017

Cara D'Urso, stiamo aspettando le tue scuse

L'amore non uccide, salva: è quello che ora dovrebbe dire pubblicamente la conduttrice, dopo il collegamento a Pomeriggio 5. Perché la rettifica di quel messaggio è di un'importanza fondamentale.

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A novembre 2015 un sondaggio choc rivolto agli under 30 rivelava che per un giovane su quattro la violenza sulle donne è dovuta a un «raptus momentanei, giustificati dal troppo amore» (rapporto Rosa Shocking 2. Violenza e stereotipi di genere: generazioni a confronto e prevenzione). Un messaggio certamente sconcertante, che non avremmo mai pensato di sentir ripetere su Canale 5 in fascia pomeridiana da un programma seguito da milioni di spettatori come Pomeriggio 5. L'autrice, una donna che si è sempre detta dalla parte delle donne e contro ogni tipo di violenza: Barbara D'Urso.
Le cose sono andate in questo modo: la conduttrice si è collegata con Ylenia Grazia Bonavera, la ragazza 22enne ricoverata al Policlinico di Messina con ustioni di primo e secondo grado sul 13% del corpo dopo che il suo ex fidanzato le avrebbe dato fuoco. La giovane - nonostante le telecamere lo incastrino - alle telecamere continuava a ripetere: «Non è stato lui. Io lo difenderò fino alla morte. Lui mi amava da morire». Una convinzione apparentemente incrollabile, che la madre della vittima ha cercato di smussare provando anche ad interrompere il collegamento. A questo punto la D'Urso - immaginiamo con buone intenzioni - si è rivolta alla ragazza dicendole: «Lo sai, Ylenia, che ci sono uomini che fanno queste cose per troppo amore? Per gelosia?».

Ecco, il troppo amore. Il troppo amore non uccide. L'amore non uccide: l'amore salva.
Non possiamo accettare che un messaggio così grave venga fatto passare a milioni di persone: per Ylenia, e per tutte le donne picchiate, violentate, o sfiorate anche solo con un dito. Da anni facciamo lotte contro il femminicidio, parliamo di sensibilizzazione dei maschi alla parità di genere, diciamo in tutte le lingue alle vittima di denunciare gli aggressori, fidanzati o sconosciuti che siano, e poi? Poi arriva la D'Urso (nei suoi programmi pietosi, possiamo dirlo) a chimare i cosiddetti criminali «uomini che amano troppo?».

Il collegamento con Ylenia che fa male vedere - perché dentro c'è tutta la disperazione di una donna innamorata che non è in grado di accettare una realtà così dolorosa - e soprattutto le parole della D'Urso hanno scatenato un'ondata di idignazione più che prevedibile. La prima a denunciare quello che è successo è stata su Facebook Selvaggia Lucarelli, che qualche ora dopo la trasmissione ha scritto: «Oggi a Pomeriggio 5 si è celebrata la morte di ogni lotta contro il femminicidio oltre che un teatrino avvilente. Se c'è un messaggio sbagliato è questo: associare l'amore alla delinquenza. Perché se dai fuoco alla tua ragazza sei un delinquente. Punto». Anche Lorella Zanardo, autrice del Corpo delle donne, ha commentato il caso: Trovo noiose e ripetitive le polemiche sui giornali e su facebook. D'Urso ha fatto un 'affermazione gravissima degna di una tv miserabile. Lo so io, lo sapete voi, lo sanno tutte le persone civili».
«Che la tivù del dolore sia ormai entrata a far parte delle nostre vite in maniera prepotente è, purtroppo, un dato di fatto. Ma quando questa tv lancia messaggi pericolosi, bisogna che ognuno di noi si interroghi su ciò che sta accadendo», scrive la giornalista e dirigente del Pd Anna Rita Leonardi sull'Huffington Post.

Anche Fiorello si è scagliato se non direttamente contro Barbara D'Urso, contro una tivù del dolore a cui ormai ci hanno abituati tramite un video-appello postato sui social: «Mi rivolgo ad Antonio Campo Dall’Orto, Piersilvio Berlusconi e Urbano Cairo»: inizia rivolgendosi in primis alle reti generaliste. «Io non sono nessuno - chiarisce - e lavoro in tv quando ne ho l'opportunità. Non voglio criticare il lavoro degli altri o le scelte editoriali delle reti, ma vorrei porre uno spunto di riflessione. È possibile intervenire ed eliminare una volta per tutte questi casi dai rotocalchi? Nel pomeriggio una volta si faceva gossip, si sorrideva di Briatore o della Tatangelo... Parlate di libri, parlate di storia. Non potete ammorbare il pubblico per ore con dettagli di cronaca nera. Non faccio nomi di trasmissioni e di programmi, ma vi prego - conclude Fiorello - cambiate registro, datevi nuove regole».

Insomma, i giornali hanno posto l'attenzione sul caso, gli internauti hanno scritto migliaia di tweet contro la D'Urso, personaggi più o meno celebri hanno condannato il messaggio fuorviante. L'unica che doveva parlare e non lo ha fatto è proprio lei, la diretta interessata. Che continua sulla linea dell'indifferenza e del probabile «Mi criticano? E chissenefrega» o un peggiore «Nel bene o nel male l'importante è che se ne parli». No, cara D'Urso, questa volta non puoi cavartela con il silenzio aspettando che il clamore sfumi. La rettifica del tuo messaggio è di un'importanza fondamentale. Basta dire: «Mi sono espressa male, ho sbagliato: Molti uomini si convincono di farci del male per amore, ma noi sappiamo per certo che non lo è».

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