9 Gennaio Gen 2017 1519 09 gennaio 2017

Quelli che respingono Grillo

Che cos'è l'Alde, il gruppo a tinte europeiste a cui il M5S avrebbe voluto legarsi all'interno del Parlamento europeo. Dalla sua fondazione sino alle militanze del Pd e Margherita. Ecco alcune curiosità.

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«Sono arrivato alla conclusione che non ci sono sufficienti garanzie di portare avanti un'agenda comune per riformare l'Europa», così il capogruppo dell'Alde, Guy Verhofstadt, ha annunciato la rinuncia all'alleanza con il Movimento 5 Stelle. «Ritengo non ci sia abbastanza terreno comune per procedere con la richiesta del M5S di unirsi al gruppo Alde». Il motivo? «Differenze fondamentali sulle questioni europee chiave», ha aggiunto Verhofstadt.
E pensare che il popolo grillino avevano accolto positivamente la proposta del leader del Movimento di abbandonare gli euroscettici di Efdd per approdare tra le fila del gruppo a vocazione europeista dell'Alde. Tanto che a sancire la svolta storica del partito fondato nel 2009 dal comico Beppe Grillo e dall'imprenditore del web Gianroberto Casaleggio era stato il voto online che aveva portato alle urne telematiche 40.654 iscritti certificati. Di questi 31.914, pari al 78,5% dei votanti, avevano promosso l'apertura nei confronti del gruppo del Parlamento europeo sostenuto negli anni anche da politici italiani come Romano Prodi e Mario Monti.

«Attualmente Alde conta 68 eurodeputati e con la presenza del Movimento 5 Stelle diventerebbe la terza forza politica all'interno del Parlamento europeo. Questo significa acquisire un peso specifico di notevole importanza nelle scelte che si prenderanno in futuro. Significa in molti casi rappresentare l’ago della bilancia: con il nostro voto potremo fare la differenza e incidere sul risultato di molte decisioni importanti per contrastare l’establishment europeo», aveva spiegato Grillo nel tentativo di motivare il cambiamento politico del M5S. Del resto, secondo il leader del Movimento, «i recenti avvenimenti europei, come la Brexit ci portano a ripensare alla natura del gruppo Efdd. Con lo straordinario successo del Leave, Ukip ha raggiunto il suo obiettivo politico: uscire dall’Unione europea. Parliamo di fatti concreti: Farage ha già abbandonato la leadership del suo partito e gli eurodeputati inglesi abbandoneranno il Parlamento europeo nella prossima legislatura. Fino ad allora, i colleghi inglesi saranno impegnati a valorizzare le scelte che determineranno il futuro politico del Regno Unito». Poi la doccia fredda e la decisione dell'Alde di non accettare i grillini nel gruppo parlamentare. Ecco cosa sappiamo dell'Alleanza dei liberali e democratici per l'Europa.

LA STORIA
Era il 13 luglio 2004 quando a Bruxelles, durante la riunione del Gruppo del Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori (Eldr), venne approvata una raccomandazione con la quale si decise di creare un'unione con gli eurodeputati centristi e liberali del Partito Democratico Europeo. La successiva riunione costitutiva sancì definitivamente la creazione del gruppo Alde alla cui guida venne nominato Graham Watson.

CHI LO GUIDA
Attualmente l'Alleanza dei liberali e democratici per l'Europa è guidata dall’ex premier belga Guy Verhofstadt, 63 anni e rappresentante del Parlamento europeo ai negoziati per la Brexit. Verhofstadtparla un buon italiano ed è anche candidato alla presidenza del Parlamento stesso. E per sostituire l'attuale Presidente, giunto ormai a fine mandato, Martin Schulz, se la dovrà vedere con Gianni Pittella per il Pse e Antonio Tajani per il Ppe.

IL PROGRAMMA
Ma cos'è l'Alde? Principalmente un gruppo di centro a forte vocazione europeista. Ben lontano quindi dai valori dell'Efdd, vecchio alleato del movimento 5 Stelle. Soprattutto perché il gruppo guidato da Guy  Verhofstadtpunta al rafforzamento della pace globale attraverso un crescente ruolo di stabilizzazione del Vecchio Continente. Tanto da abbracciare il decalogo Programma per l'Europa che prevede, oltre alla promozione della pace, anche una sempre maggiore apertura e democratizzazione dell'Ue. Tra gli altri punti si rintracciano così il rafforzamento della governance economica dopo l'introduzione dell'euro e la volontà di fare dell'Europa il leader mondiale in materia di protezione ambientale.

IL RAPPORTO CON L'ITALIA
Con un programma così, negli anni, l'Alde aveva accolto tra le sue fila la Margherita, i radicali, l’Italia dei Valori. Senza tener conto di buona parte dello stesso Pd, che Renzi, poi, fece aderire invece al Pse.

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