5 Gennaio Gen 2017 1203 05 gennaio 2017

La pausa pranzo è home made

Il cibo preparato a casa e portato in ufficio permette di ridurre notevolmente le spese. Ed è anche più salutare. Ecco i segreti (e il galateo) di una 'schiscia' perfetta.

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meal prep

A Milano è la 'schiscia'. In Italiano, senza usare la figura retorica della metonimia, non ha un nome preciso. Se non gavetta, ma non è proprio la stessa cosa. In inglese, che è più cool, si può invece chiamare lunchbox. Insomma, ci siamo capiti: per estensione, è il cibo preparato a casa e consumato al lavoro. Contenuto in appositi portavivande, è la soluzione ideale per chi ha una pausa pranzo breve e vuole risparmiare, mangiando anche in modo più salutare. A patto di rispettare alcune regole basilari. Ecco i segreti (e il galateo) di una schiscia perfetta.

RIDUCE I COSTI... E I CHILI
Non tutte le aziende forniscono ai dipendenti dei buoni pasto, quindi mangiare ogni giorno al bar o al ristorante è una bella spesa, a fine mese: il cibo portato a casa permette invece di abbattere i costi. Mangiare regolarmente fuori casa inoltre non è salutare per via dei sali, i grassi e i conservanti impiegati per mantenere il cibo preparato in grandi quantità. Inoltre, a meno di non portarsi dietro portavivande enormi, il cibo preparato a casa aiuta a perdere peso, limitando il pranzo a quella determinata porzione.

NUTRIENTE MA LEGGERO
Una schiscia preparata nel modo corretto dovrebbe contenere il giusto mix di carboidrati, proteine e grassi. Qualche suggerimento? Frittate, plumcake salati, pasta fredda, pollo e insalata, quiche vegetariane, schiacciata con fette di tacchino, persino finto sushi con pane in cassetta arrotolato. Instagram è un'inesauribile fonte di idee, perché la 'mealprep' è ormai una nicchia (ma in espansione) del food porn. Il cibo portato da casa deve essere nutriente ma leggero. Niente pranzi da fame, o il rimedio sarà inevitabilmente uno snack ipercalorico alla prima pausa caffè.


VARIARE I CONDIMENTI
Il 'pericolo' della schiscia è la noia. Quella di mangiare per più giorni di fila la stessa cosa, se preparata in quantità. Il segreto è variare il più possibile i condimenti e, se possibile, i contorni: un semplice petto di pollo alla griglia può cambiare molto di sapore e anche visivamente se accompagnato con erbe, spezie, formaggi e salse diverse. A proposito, non tutti piatti sono uguali: l'insalata ad esempio va condita solo quando è il momento di mangiare.

UN APPUNTAMENTO FISSO
Ovviamente non c'è bisogno di cucinare tutte le sere per il giorno successivo. L'ideale sarebbe individuare due giorni della settimana in cui preparare il cibo. Magari il mercoledì e la domenica (quando lui guarda le partite). Visto che la schiscia è importante, il consiglio è di tenere sempre sotto controllo il frigo, affinché non manchino mai gli ingredienti, e di fare una lista (meglio nel weekend) delle cose da consumare durante la settimana successiva. Preparare molto cibo all'inizio potrà sembrare una perdita di tempo, ma in realtà sarà molto più quello guadagnato nei giorni successivi.


A OGNUNO IL SUO PORTAVIVANDE
Non tutti i contenitori sono uguali. Alcuni vanno bene per il forno a microonde e altri no, ovvio. Ma, a parte questo, c'è lunchbox e lunchbox. Quelli divisi in scomparti sono ideali per un secondo più contorno (e magari una salsina), quelli fondi per la pasta, quelli piccoli per un dolce. Sul mercato ci sono portavivande di ogni qualità: meglio spendere qualche euro in più e avere un prodotto in grado di conservare il cibo nel modo giusto. E, perché no, anche un oggetto di design, visto che ormai anche i tupperware lo sono diventati.

IL GALATEO DELLA PAUSA PRANZO
Anche la pausa pranzo in ufficio ha il suo galateo. Innanzitutto, meglio evitare di portare piatti a base di pesce o cavoli, a causa degli odori decisamente forti. Poi, non fossilizzarsi davanti al pc, ma spostarsi in un altra stanza, dove magari poter fare anche quattro chiacchiere con i colleghi, oltre a mangiare. Questo per staccare un po' dal lavoro e non spoarcare la scrivania. A proposito: portare una tovaglietta, così come posate vere e non di plastica, aiuta a sentirsi un po' a casa.

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