4 Gennaio Gen 2017 1758 04 gennaio 2017

La parità linguistica non è roba da capre

Con toni accesi ha attaccato in un video Laura Boldrini contro la declinazione dei ruoli al femminile. La nostra risposta a Vittorio Sgarbi che mal sopporta l'Accademia della Crusca (e l'educazione).

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Infermiera, commessa, maestra vanno benissimo.
Ingegnera, sindaca, ministra sono inaccettabili, orribili, inascoltabili.
Chissà perché la discussa questione della declinazione femminile dei ruoli, di cui la presidente della Camera Laura Boldrini è grande sostenitrice, irrita tanto. Gli uomini, soprattutto. Poco tempo fa il presidente emerito Giorgio Napolitano aveva dichiarato di voler reagire alla trasformazione della lingua italiana: «È abominevole pronunciare la parola sindaca e orribile dire ministra», diceva di fronte a una Boldrini che ironicamente lo accusava di tradimento. Ora, con modi e toni di tutt'altra lega, Vittorio Sgarbi si fa notare grazie a un video pubblicato su Facebook in cui attacca e sfotte la presidente della Camera per la sua assurda vocazione grammaticale rispettosa della parità di genere. Per poi concludere nel peggiore dei modi: «Cara Boldrina, sia precisa, ci dica chi è lei… Lei è la grammatica? Lei stabilisce che non è giusto chiamare sindaco una sindaca e ministro una ministra? Ai ruoli non si applicano i sessi, rimangono tali e quali. Come la persona rimane persona anche quando si riferisce ad un uomo, non diventa persono. E tu sei una zucca vuota, una capra… Fortunatamente non un capro».

Per prima cosa vorrei dire al signor Sgarbi che questa storia dell'insulto come regola di vita ha stancato. Tutti sono/siamo «capre», lo sappiamo, ma il gioco è anche bello quando dura poco. Va bene fare il personaggio, ma quando si diventa caricature di se stessi è ora forse di cambiare registro, battuta, sketch.
Come seconda cosa vorrei invitare il signor Sgarbi a riflettere: come mai declinare alcuni ruoli (rigorosamente alti, precisiamo) al femminile è così inaccettabile? Il suono di una parola è un problema talmente grande da non poter essere superato? Siamo seri. La parità dei sessi non è una stronzata, come non lo è adattare il linguaggio al rispetto dei generi. È semplicemente una conseguenza. La società evolve, vivaddio: quando le donne facevano solo le contadine e le infermiere non esisteva la declinazione femminile di ministro, perché un ministro donna era impensabile. Cosa c'è di così incomprensibile? La spiegazione meticolosa e approfonfita la lascio all'autorevole Accademia Della Crusca.
Come terza cosa, caro Sgarbi, vorrei dirle di non paragonarsi, come ha fatto nell'esilarante video a Giorgio Napolitano: un signore educato che ha espresso un'opinione rispettosa con fermezza.
Infine, caro Sgarbi, mi complimento con lei anche per aver aizzato folle di uomini ignoranti che stanno insultando Laura Boldrini sotto il suo video, scrivendo le peggio cose. Boldrini è da tempo bersaglio di attacchi e offese violente e sessiste, come ha lei stesso denunciato. E vedere un video da 20 mila like di un uomo così esposto che dà della zucca vuota e della capra alla presidente della Camera perché non gli piace come suona «sindaca» è tremendamente triste. E lo sarebbe anche se si trattasse della donna più antipatica del pianeta.

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