21 Dicembre Dic 2016 1855 21 dicembre 2016

Il Texas attacca (ancora) l'aborto

Lo fa escludendo da un programma di fondi pubblici la ong Planned Parenthood, che forniva diversi servizi sanitari alle fasce più povere della popolazione.

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planned parenthood

Negli Stati Uniti il vento sta cambiando, e la vittoria di Trump è probabilmente solo il risultato più evidente di questo cambiamento. Il presidente eletto non si è ancora insediato, che già in alcuni Stati di tradizione conservatrice si comincia a prendere provvedimenti che vanno in direzione contraria rispetto a quanto portato avanti dall'amministrazione Obama. In Texas, ad esempio, il governatore Greg Abbott ha deciso di tagliare 3 milioni di dollari di fondi Medicaid alla Ong Planned Parenthood, che fornisce svariati servizi sanitari alle fasce più povere della popolazione: checkup, screening, contraccezione e tutto ciò che concerne la prevenzione in generale.

SOTTO ASSEDIO
Non è la prima volta che Planned Parenthood finisce sotto attacco: in passato, era stata addirittura al centro di uno scandalo dove veniva accusata di trafficare feti abortiti, ma il tutto si rivelò essere una bufala orchestrata da due anti-abortisti. E il Texas già nel 2015 aveva provato a escluderla dal programma Medicaid. Nonostante il ricorso di Planned Parenthood, che è stato tenuto in sospeso per più di un anno, alla fine l'esclusione è arrivata.

CROCIATA ANTIABORTISTA
Come spiega mic.com, il taglio dei fondi mette a rischio l'assistenza sanitaria per i più poveri. Uno studio condotto nel 2015 ha stabilito che tra le 100 mila e le 240 mila donne hanno tentato di procurarsi un aborto da sole, mettendo gravemente a rischio le proprie vite. Proprio il diritto all'aborto, oltre al concetto di sanità pubblica, sembra essere al centro degli attacchi dei conservatori. Una legge del 2013, infatti, ebbe l'effetto di tagliare radicalmente il numero delle cliniche abortive. Nei primi mesi del 2016, però, la Corte Suprema dichiarò la legge incostituzionale.

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