19 Dicembre Dic 2016 1948 19 dicembre 2016

Facoltà di sessismo

Le squadre sportive maschili dei più prestigiosi campus statunitensi al centro della polemica per una serie di commenti volgari su quelle femminili. Una vera e propria epidemia.

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Sessismo, razzismo: sono le forme che, troppo spesso, assume lo spirito goliardico in voga nelle università e nei campus, in particolare quelli statunitensi. A scoperchiare la pentola di uno spirito da spogliatoio evidentemente mal cucinato sono state le giocatrici della squadra di calcio di Harvard, quando hanno scoperto che i loro 'colleghi' maschili avevano stilato un dettagliato rapporto su ciascuna di loro. Non valutandone le prestazioni sportive sul campo, ma quelle presunte in camera da letto.

AUTODENUNCE
Questo accadeva nell'ottobre 2016: la squadra maschile venne sospesa dalle competizioni, ma lo scandalo era solo destinato ad allargarsi. Fiutando l'aria che tirava, anche la squadra di corsa campestre finì per autodenunciarsi, per salvare almeno la faccia. Stessa cosa accaduta dalle parti di Columbia.

L'AMERICA DI TRUMP ALLO SCOPERTO
Lì fu il blog della squadra di lotta a finire nel mirino: tutto pubblico, sul web. Altro che spogliatoio. A Princeton, la storia è la stessa: dai campi di calcio e dalla pedana si passa però alle corsie delle piscine, con l'aggiunta del razzismo. La cosa che stupisce (e che desta preoccupazione) è che stiamo parlando di quella che dovrebbe essere l'élite degli Stati Uniti d'America. Ma se alle elezioni ha vinto uno come Donald Trump, un motivo dovrà pur esserci.

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