16 Dicembre Dic 2016 1921 16 dicembre 2016

Nella terra dei cristalli

Byron Bay è stata una delle tappe più ricche e appassionanti della avventura di Anna Luciani. Un luogo mistico in cui la connessione con la natura è fortissima. Il sesto racconto per La mia Australia.

  • ...
5

L’avventura australiana di Anna e Simone continua. Dopo l'ultima tappa lungo la magica East Coast, il viaggio prosegue. Il sesto racconto per la nostra rubrica La mia australia.

Byron Bay è stata fino ad ora una delle tappe più belle, ricche e coinvolgenti della nostra avventura australiana. Le aspettative erano molte, e nonostante in questi casi il rischio di una delusione sia spesso alto, è riuscita addirittura a sorprendermi.
Byron è un luogo magico, dove il tempo rallenta, i colori diventano più vivaci, e ci si sente costantemente avvolti dall’energia della natura e dalla forza del mare, riscoprendo una dimensione più serena e dolce della vita.

IL PAESE DEI SURFISTI
Sono convinta che parte del mio entusiasmo per questa cittadina sia merito delle persone che abbiamo conosciuto: ognuna di loro ci ha mostrato un pezzetto della propria vita qui, mossa da una passione contagiosa.
Da molti nota come posto turistico dove giovani e meno giovani trascorrono giorni di vacanza e «nottate brave all'australiana», per noi Byron è soprattutto un posto dall'energia positiva, il paese dei surfisti, delle onde, dei cristalli e della natura. Noi l'abbiamo vissuto così, grazie ad Umberto, Lucy e Luna (i nostri couch), a David, Teresa e Mattia, a Laura e Matteo.

CHITARRE E POCO ALTRO
Byron Bay è un paesino sulla costa Est dell’Australia a circa 800 km a Nord di Sydney. Il centro si limita a due o tre strade principali gremite di locali e negozietti. Per le vie risuonano ritmi tribali di percussioni e melodie allegre suonate da chitarre agli angoli delle strade accompagnate dal rumore del mare di sottofondo. Tutti i giorni al tramonto, per esempio, sul prato di Main Beach, decine di persone si radunano per suonare, cantare, bere, mangiare, contemplare il mare e stare insieme davanti alla spiaggia.

TRAMONTI INDELEBILI
Uno dei primi giorni trascorsi a Byron abbiamo fatto una passeggiata con David, ragazzo albese (come mia mamma, conosciuto grazie ai nostri padri, giocatori nella stessa squadra di calcio da giovani) arrivando fino a Cape Byron, il promontorio e il punto più orientale dell'Australia da cui partono delle spiagge bellissime, sia verso Nord-Ovest che verso Sud.
David l’Australia l’ha girata tutta, e alla fine ha scelto questo come posto in cui vivere. A Byron puoi svegliarti presto e andare a surfare, incontrare casualmente Ben Harper, Jack Johnson e Kelly Slater che aspettano l’onda buona a pochi metri da te (a David è successo) e poi goderti un tramonto tra le onde circondato da delfini e illuminato dagli ultimi raggi di un sole energico e potente. Servono altri motivi per rimanere qui?

L'ENERGIA DEI CRISTALLI
Uno di questi sono i cristalli, da cui siamo rimasti più che affascinati. L’origine lavica della regione, infatti, spiega la grandissima presenza di cristalli nel sottosuolo che donano a Byron e all’intera regione un'energia particolare, che avvolge, che influenza il sentire, il vivere, il relazionarsi con le persone e con la natura.
Per chi, come noi, volesse approfondire, consiglio di visitare il Crystal Castle a Mullumbimby (a circa 30 minuti da Byron). Noi siamo andati insieme a Laura, una ragazza milanese che lavora nella pizzeria di Umberto e coinquilina di David. Il Crystal Castle è un giardino botanico in cui è possibile ammirare alcuni rari cristalli dalle dimensioni enormi e che comprende giardini tematici circondati dalla foresta pluviale subtropicale. Un luogo mistico e coinvolgente.

CONNESSI CON LA NATURA
Spesso, quando si parla di questi argomenti si finisce col banalizzare, pensando che siano favole mistiche, un po’ new age… Ma qui a Byron parlare di energie e di cristalli è qualcosa di normale e soprattutto evidente. La connessione di questa regione con la natura, la forza che terra, acqua, fuoco e aria sprigionano ogni giorno influisce nella vita di tutti. Le persone vivono in maniera simbiotica, da sempre, senza imporsi sulla natura ma assecondandola e adeguandosi, con lo spirito e nelle attività quotidiane, ai cicli che essa segue: l’energia dei cristalli, ma anche il sole, le maree, la luna, i venti, sono parte integrante della giornata di ognuno, e bastano pochi giorni per capire la sua forza insiema alla bellezza del vivere così a stretto contatto con la natura nel senso più profondo. Non si tratta di credere, ma di sentire.

FEBBRE DA SURF
David, durante una delle sue mattine libere, ci ha accompagnati in kayak lungo il Brunswick river, poco più a nord di Byron. Acqua da far invidia alle più belle spiagge dei caraibi, mangrovie a destra e sinistra, uccelli tropicali (tra cui molti cockatoo) e pesci di ogni genere! Un’esperienza davvero rilassante. Andare a Byron Bay e non lasciarsi contagiare dalla «febbre del surf» è impossibile. Il mare, nonostante il triste primato relativo agli attacchi di squali, è un richiamo fortissimo. E così, grazie ad Umberto e Matteo, un altro dei ragazzi che lavora nella sua pizzeria, abbiamo organizzato la mia prima lezione di surf. Dopo aver aspettato il giorno giusto, con il vento da Ovest, e con la Longboard caricata in furgone ci siamo trovati a Belongil beach. La Longboard è una sorta di «piattaforma» che usano i principianti, rivestita di materiale morbido onde evitare di lasciarci i denti alla prima onda presa male. Il surf è uno sport faticoso, ma come mi ha detto David, stravolge la vita: se ti piace non ne puoi più fare a meno. Io ho fatto solo una lezione, ma anche per una principiante la sensazione di scivolare sulle ond(in)e è bellissima: è libertà pura senza se e senza ma, senza conto da pagare alla fine, se non con un tuffo in acqua.

STORIE DI ABORIGENI E VULCANI
Camminando lungo la costa, David ci ha raccontato delle origini geologiche e alle tradizioni aborigene di questa zona.
L’intera regione in cui sorge oggi Byron Bay è stata creata, 23 milioni di anni fa, dall’esplosione del Vulcano Tweed, e costituisce la caldera più grande dell’interno emisfero australe. Mount Warning è ciò che resta oggi dell’antico vulcano. Il monte fu chiamato così da Capitan Cook perché rappresentava, per le navi che si avvicinavano alla baia, il segnale della presenza di reef (banchi) pericolosi nel fondale. In realtà, come rivela il nome aborigeno del Monte: Wollumbin (Cloud Catcher), spesso la cima è coperta di nuvole e rimane nascosta… Non proprio il massimo come segnale per le barche. Nei giorni limpidi il monte è il primo punto di tutta l’Australia ad essere illuminato dal sole la mattina. Non è un caso che la popolazione aborigena di quest’area sia chiamata Arakwal (gruppo della più ampia tribù Bundjalung), ovvero «people of the first sun». Alcuni decidono di scalarlo per trovarsi all’alba in vetta: partenza alle 3.00 del mattino.
Un altro luogo simbolo nel paesaggio di Byron è Julian Rocks, l’isolotto che si scorge all’orizzonte davanti a Main Beach. È una zona di preservazione ambientale istituita nel 2006, grazie alla ricchezza dei suoi fondali non troppo profondi ma ricchissimi di fauna marittima che scegli questo luogo specialmente per la riproduzione!

INFO
Festival: a Byron Bay vengono organizzati numerosi festival musicali e culturali. Uno dei più importanti è il Blues Festival, solitamente organizzato in Aprile, subito dopo l’inizio dei mondiali di surf nella Gold Coast (poco più a nord di Byron). Musica e surf sono tra i motivi che ogni anno portano Ben Harper in zona, e per i quali Jack Johnson ha comprato casa a Suffolk Beach, a sud del paese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso