15 Dicembre Dic 2016 1117 15 dicembre 2016

Questa saga è delle donne

Il 15 dicembre arriva nelle sale Rogue One, spin-off di Star Wars: se la protagonista è di sesso femminile, lo si deve alle fan che per anni hanno proposto letture alternative del materiale originale.

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rogue one locandina - Copia

Chi l'ha detto che la fantascienza è un affare per soli uomini? Nonostante in giro per il mondo ci sia ancora qualcuno che la pensa così, la saga di Star Wars ci ha insegnato che tra salti nell'iperspazio e incrociatori stellari per le donne c'è tanto, moltissimo spazio. Ma per conquistarlo, bisogna guadagnarselo. La prima trilogia ci ha consegnato un personaggio iconico come la principessa Leila, fanciulla sì da salvare ma anche capace di sparare all'occorrenza, e con un caratterino tutt'altro che dolce. E se il 2015 è stato l'anno di Rey, interpretata da Daisy Ridley e protagonista assoluta di Episodio VII, il 2016 ci fa fare la conoscenza di Jyn Erso, interpretata da una sempre più affermata Felicity Jones.

CHE COS'È ROGUE ONE
Il film con protagonista Jyn Erso si intitola Rogue One ed esce nelle sale italiane il 15 dicembre. Non fa parte della saga principale, ma è uno spinoff ambientato tra Episodio III e Episodio IV. Racconta di come un gruppo di ribelli riesce a trafugare i piani segreti della Morte Nera, la potente arma con cui l'Impero è in grado di disintegrare interi pianeti. Proprio sulla base di quelle informazioni, Luke Skywalker nell'Episodio IV andrà all'assalto della Morte Nera stessa. È un film che sappiamo già come andrà a finire, in altre parole: ma ai fan e a grande parte della critica è comunque piaciuto molto, perché riprende lo spirito primigenio della saga.

UNA DONNA, TANTI UOMINI
Se i produttori hanno deciso di elevare a protagonisti indiscussi i personaggi femminili, però, il merito va anche a quella nutrita community di fan donne che, nel corso degli anni, hanno sempre esercitato uno sguardo critico nei confronti della saga, come racconta il New York Times. Perché sarà anche vero che Jyn è una donna, ma a giudicare dal cast viene da chiedersi se nell'universo di Star Wars nascano molte meno donne rispetto agli uomini. La conseguenza, fa notare una fan in un podcast dedicato, è che nei film le donne non interagiscono tra loro, ma solo con altri uomini.

DOVE SONO LE MADRI?
La storia di Jyn, effettivamente, è anche la storia di una figlia abbandonata dal padre, e che quindi privilegia l'asse del rapporto tra figlia e padre, piuttosto che con la madre. Un aspetto di cui alcune fan dure e pure si sono lamentate, anche perché il ruolo dello scienziato è andato ancora una volta a un uomo (interpretato da Mads Mikkelsen). E la scienza, anche nel mondo reale, è uno degli ambiti dove le donne fanno più fatica a emergere, affermarsi e essere prese sul serio.

PICCOLE LIBERTÀ
Insomma, è vero che in Star Wars le donne sono sempre più importanti, ma paradossalmente sono ancora troppo poche, secondo le fan, che per reazione concentrano la loro attenzione anche su quei personaggi femminili che magari compaiono sullo schermo per una manciata di secondi. Non ci sono solo Leila, Rey e Jin: le fan, infatti, possono 'appropriarsi' più facilmente di personaggi le cui storie sono meno definite e che quindi lasciano spazio a una maggiore immedesimazione.

SECONDA PELLE
Non va sottovalutato nemmeno l'aspetto etnico dei personaggi: in Rogue One ci sono caucasici, asiatici, afroamericani. Un gruppo di eroi etnicamente variegato e che riflette ovviamente il cambiamento demografico degli Stati Uniti (e che risponde anche all'esigenza di marketing di raggiungere un pubblico il più ampio possibile). Ma, anche in questo caso, le fan si sono sbizzarrite: sul web ci sono molti siti dove disegnatrici non professioniste rielaborano i personaggi variandone l'etnia.

LE MILLE MADRI DI STAR WARS
Tirando le somme, insomma, se amate la piega che ha preso l'universo nato da George Lucas negli ultimi anni, il merito non è solo di autori, registi e produttori, ma anche di quelle migliaia di fan donne che, per quasi 40 anni, hanno partecipato attivamente alle discussioni sulla saga, senza nascondere il proprio punto di vista alternativo (e finora tutto sommato minoritario). Su Internet, conclude il New York Times, Star Wars è già delle donne: «Ora tocca ai film mettersi in pari».

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