11 Ottobre Ott 2016 1912 11 ottobre 2016

Anche la corriera è razzista?

A Calizzano, in provincia di Savona, il sindaco propone corse separate per residenti e immigrati: «Non pagano il biglietto e disturbano le ragazze». Provvedimento che a qualcuno ricorda l'apartheid.

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pullman migranti

Non bastavano i bagni separati per i bambini migranti; ora bianchi e neri devono salire anche su pullman diversi. Non siamo nel Sudafrica dell'apartheid, ma in Italia. A Calizzano, per la precisione, paesino in provincia di Savona che da due anni ospita quaranta profughi su un totale di 1545 abitanti. Percentuale irrisoria (il 2%), ma che alla lunga è stata sufficiente per far scoppiare il caso.

IL DISSENSO DELLA COOPERATIVA
«Servono corriere separate per i profughi» aveva detto il sindaco, secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, accusandoli di non pagare il biglietto e molestare le ragazze. In passato Pierangelo Olivieri si era già distinto per il suo rifiuto a celebrare le unioni civili. Intervistato da La Stampa, ha spiegato di aver ottenuto dalla cooperativa Il Faggio, che gestisce il servizio della corriera, a garantire due corse separate. La stessa cooperativa, però, ha nettamente smentito la propria adesione all'ipotesi della divisione.

IL SINDACO NEGA IL RAZZISMO
Il problema dell'affollamento dell'autobus, a quanto pare, esiste davvero, perché studenti e lavoratori residenti a Calizzano devono spesso spostarsi nei comuni limitrofi per lavorare o andare a scuola. La mattina presto, in un ambiente ristretto e affollato, può capitare che voli qualche parola di troppo, come spiega uno studente intervistato dal Fatto. Ma la soluzione di separare immigrati e cittadini è quanto di più razzista possa esistere. Olivieri, dal canto suo, nega il carattere xenofobo della sua proposta: «Niente razzismo o intolleranza. In questi due anni abbiamo ampiamente dimostrato il contrario». Peccato che infinite buone azioni non bastino a giustificarne una cattiva.

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