10 Ottobre Ott 2016 1508 10 ottobre 2016

«Caro Trump, subire una molestia è tutt'altro che ok»

La scrittrice Kelly Oxford ha invitato le utenti di Twitter a raccontare le violenze di cui sono state vittime, per rispondere al video in cui il candidato sostiene che se si è famosi, «le donne te lo lasciano fare».

  • ...
donald trump

«Donne, raccontatemi la prima volta che siete state aggredite». Con questo messaggio, postato sul suo profilo Twitter, la scrittrice canadese Kelly Oxford ha esortato le utenti del social a condividere le molestie che hanno subìto nel corso della loro vita. Ha iniziato lei, scrivendo di quando, a soli 12 anni, un anziano le mise ridendo le mani tra le gambe.

LE AFFERMAZIONI DI TRUMP
L'invito di Oxford è arrivato in risposta a un video risalente al 2005 e diffuso dal Washington Post, nel quale Donald Trump si vantava della sua 'sfacciataggine' sessuale: «Quando sei famoso te lo lasciano fare. Puoi fare quello che vuoi», diceva con orgoglio il 'marpione' repubblicano che, è storia nota, non si è mai mostrato troppo cordiale nei confronti del sesso femminile (leggi qui alcune delle sue dichiarazioni più discutibili). Le parole di Trump hanno scatenato una vera bufera. «Chi ha una tale mancanza di rispetto per le donne e uno stile di vita misogino, e si vanta di usare il suo potere per molestare sessualmente le donne non può essere il leader di questo Paese», ha affermato Terry O’Neil, presidente della National Organisation for Women.

MILIONI DI DONNE, MILIONI DI STORIE
Milioni di donne hanno risposto alla 'chiamata' della scrittrice, raccontando in poche battute, con l'hashtag #NotOk, le molestie vissute nel corso della loro vita. A lavoro, in strada, sui mezzi di trasporto, a casa. Eccone alcune.


«Il mio primo ricordo è quello di essere stata molestata da mio padre da quando ero una bambina fino all'età di 15 anni».


«Lavoro in un negozio. Un uomo una volta mi ha afferrato i capelli, mi sono girata e gli ho detto di non farlo più. Lui mi ha detto di crescere e si è fatto una risata».


«Avevo 11 anni e un ragazzo più grande mi ha accompagnato a casa. Poi si è girato e mi ha mostrato il cazzo. Ho appena realizzato, non so cosa sia successo dopo».


«A un party di famiglia qualcuno si è messo dietro di me e ha iniziato a sfregarsi. Poi ha detto che pensava fossi sua moglie, che era molto lontana»


«Il marito di una mia amica, mentre lei era a lavoro, mi ha leccato il collo e mi ha messo contro un muro, bloccandomi le braccia»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso