4 Ottobre Ott 2016 1920 04 ottobre 2016

«Non potrei mai amare il figlio di uno stupro»

In Polonia è in corso una protesta contro il disegno di legge che, se approvato definitivamente, bandirebbe completamente gli aborti nel Paese. Su Facebook alcune donne hanno raccontato le loro storie.

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Il 23 settembre il Parlamento polacco ha votato a favore di un disegno di legge che, se approvato definitivamente, renderebbe illegale senza alcuna eccezione l'interruzione di gravidanza. La proposta ha scatenato l'ira e le proteste di tantissime donne che dal 3 ottobre, vestite di nero, manifestano lungo le strade della città. A Cracovia, durante la contestazione, era presente anche l'attrice francese Juliette Binoche, che ha postato su Instagram una foto nella quale mostra, per dare il suo sostegno, un cartello con su scritto: «Protesta in nero» (nome dato al movimento).

«LE RAGAZZE PIÙ DEBOLI POTREBBERO NON REGGERE»
Sulla pagina Facebook del movimento, riporta Vanity Fair, moltissime donne, più o meno giovani, hanno raccontato le loro storie per provare a sensibilizzare l'opinione pubblica su una questione estremamente delicata. Come una 16enne che racconta di essere stata violentata. Il peggior giorno della sua vita, dice, non è stato però quello dell'aggressione ma quello in cui lo hanno scoperto i suoi genitori: «Provate a immaginare una 14enne che è stata stuprata ed è rimasta incinta. Una ragazza non troppo forte potrebbe crollare. È questo che volete? Suicidi di giovani innocenti, famiglie infelici?», ha scritto.

«VOGLIAMO IL DIRITTO DI SCEGLIERE»
Un'altra donna ha parlato invece di quando, a 16 anni, ha deciso di prendere la pillola del giorno dopo: «Pentita? Forse, ma è stata una mia scelta. Voglio avere il diritto di decidere che cosa succede al mio corpo», ha scritto. E ancora, un'altra vittima di violenza sostiene che se fosse rimasta incinta dell'uomo che l'ha distrutta probabilmente non sarebbe mai riuscita, nel caso in cui avesse tenuto il bambino, ad amarlo. «Se la Chiesa di cui faccio parte pretende dalle donne un eroismo psicopatico, se vuole applicare una legge barbara in nome di Dio, non sarò al suo fianco», ha scritto ancora, e senza giri di parole, un'altra donna.

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