15 Settembre Set 2016 1725 15 settembre 2016

Se l'abuso è peggio della guerra

Sono tante le veterane che subiscono molestie durante il periodo di arruolamento. Sviluppando spesso un trauma sessuale militare. Che mette a rischio le loro vite.

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A volte sono le pallottole, le bombe, gli agguati. A volte le violenze sessuali. I traumi legati alla vita da militare non sono tutti legati allo stress generato dalle situazioni belliche. Ma anche a molestie, palpeggiamenti, insulti. Rivolti, quasi sempre, alle donne. Che, se non vengono colpite dalla sindrome da stress post-traumatico, possono rimanere vittime del trauma sessuale militare (MST).

CIFRE IN AUMENTO
Gli abusi sessuali nell'esercito Usa tra il 2007 e il 2013 hanno visto un incremento dell'88%, come racconta The Atlantic. Ma, probabilmente, sono molti di più rispetto ai circa 5 mila denunciati. Lo stesso dipartimento dei veterani di guerra è convinto che venga denunciato solo il 15% dei casi totali. E ha stilato una lista di sintomi che possono essere riconducibili all'MST: depressione, abuso di droghe e alcol, attacchi di panico, sessualità disfunzionale e peggioramento delle prestazioni lavorative.

A RISCHIO CARCEREThe Atlantic ha anche intervistato Eileen Moore, che cerca di aiutare le soldatesse a superare questi traumi. Il problema, ha spiegato, è che il budget è risicato, e che spesso l'MST conduce chi lo ha subito a comportamenti non permessi dalla legge. Vale pertutti i veterani di guerra in generale: mediamente, l'8% di loro prima o poi finisce dietro le sbarre. Le donne soldato non fanno eccezione: costituiscono da sole l'1% di tutta la popolazione carceraria, e all'incirca la metà di queste soffre di un disturbo mentale. Tra le donne che decidono di ricorrere ai servizi di counseling psicologico riservato ai veterani, il 20% soffre di MST.

NON TUTTO È PERDUTO
Chi ha subito una molestia sessuale nell'esercito tende a chiudersi in se stessa e ad adottare comportamenti asociali o respingenti. Secondo gli psicologi, i tanti tatuaggi e i capelli tinti con colori atipici possono costituire un altro indizio in questo senso. Nonostante il fenomeno sia in aumento, una speranza c'è: le donne che vengono assistite sono meno inclini a ricadere in comportamenti illegali. E per loro è più semplice ricostruirsi una vita da civili.

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