13 Settembre Set 2016 1733 13 settembre 2016

La città delle vedove

Vrindavan si trova a sud di Nuova Delhi e accoglie 20 mila donne che sono sopravvissute ai mariti e quindi considerate responsabili della loro morte. Lì cercano di ricostruirsi una vita e fuggire dall'emarginazione.

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vedove vrindavan

Diventare vedova, in alcune zone dell'India, è una sciagura che va ben oltre il dolore del lutto: è un vero e proprio stigma sociale, che taglia fuori le donne da qualsiasi aspetto della vita sociale. Secondo alcune tradizioni, la moglie che sopravvive al marito è responsabile della sua morte, perché si è rivelata incapace di trattenere la sua anima. Le loro famiglie e le comunità in cui vivono le ripudiano. E molte di queste vedove scelgono allora di dirigersi in una città poco a sud di Nuova Delhi, Vrindavan: nota anche come la città delle vedove.

AFFIDANDOSI A KRISHNA
Secondo alcune stime, circa 20 mila vedove vivono a Vrindavan. Alcune di loro sono fuggite non solo dalla solitudine, una minoranza da tradizioni ancora più crudeli. Come quella che prevede il suicidio sulla pira funeraria del marito defunto, per accompagnarlo nell'aldilà. Le vedove che sfuggono a questo destino non hanno altra scelta se non quella di cercare rifugio negli ashram, come vengono chiamati i luoghi di meditazione in India. Come spiega Pascal Mannaerts, che su questo tema ha realizzato un reportage per la Bbc, ne esistono alcuni dedicati proprio alle vedove. Vrindavan è tra le località più coinvolte in questo fenomeno: leggenda vuole, infatti, che il dio Krishna, tutore delle vedove, abbia trascorso lì la sua infanzia.

VIVERE NELL'ASHRAM
Rifarsi una vita, a Vrindavan o altrove, non è semplice. Le Ong sul territorio fanno il possibile per offrire sostegno a queste donne, ma non basta. Le vedove si ritrovano prede della solitudine, in condizioni economiche disagevoli. A Vrindavan, comunque, integrarsi e unirsi alle comunità delle vedove è un po' più semplice. La vita quotidiana negli ashram è scandita da una routine che per molti versi ricorda quella dei nostri conventi: sveglia all'alba, preghiere, attività lavorative e ancora preghiere.

I COLORI DELLA SPERANZA
Tra le festività più attese dalle vedove c'è l'holi, una sorta di festival del colore dedicato esclusivamente al divertimento. In questa occasione, le vedove approfittano dell'allentarsi delle barriere sociali per rivendicare a gran voce il proprio diritto alla vita. E, secondo le organizzazioni no-profit che le aiutano, un po' alla volta le cose per le vedove stanno cambiando. Molto lentamente, però. Soprattutto nelle comunità rurali, lo stigma della vedovanza è ancora molto sentito. E molte donne ancora, nei prossimi anni, dovranno sopportarne il peso.

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