9 Settembre Set 2016 1336 09 settembre 2016

Tutta colpa degli shorts (nel cassetto)

A Tolone due famiglie sono state aggredite mentre facevano un giro in bici. Secondo quanto riportato da Nice-Matin, l'attacco non è avvenuto, come si pensava inizialmente, a causa dei pantaloncini. Nessuno li indossava.

  • ...
aggressione tolone

Mentre facevano un giro in bici in una zona periferica di Tolone (Francia), due coppie insieme ai rispettivi figli (tra i 10 e i 14 anni) e un amico sono state vittime, domenica 4 settembre, di un'aggressione. Alcuni ragazzi musulmani si sono avvicinati insultando le donne e provocando l'intervento dei loro mariti. A quel punto, però, un'altra decina di giovani si sono avvicinati e hanno colpito a calci e pugni i due uomini, entrambi finiti in ospedale, uno con una prognosi di 30 giorni, l’altro con il naso fratturato.

ERANO IN TENUTA SPORTIVA
Diverse testate, italiane e straniere, hanno dato la notizia sottolineando che le ragazze sono state molestate verbalmente perché indossavano gli shorts. A quanto pare, però, non è vero: l'attacco sarebbe avvenuto in modo del tutto 'gratuito'. Nice-Matin, infatti, ha riportato la testimonianza di Marie, una delle vittime: «Non indossavamo i pantaloncini. Eravamo in tenuta sportiva. Un giovane si è avvicinato e ci ha attaccato verbalmente e le cose sono velocemente degenerate visto che eravamo in famiglia, insieme ai bambini».

da 'Le Figaro'

OGNI MOMENTO È 'BUONO' PER STIGMATIZZARE
La notizia degli shorts ha fatto velocemente il giro del web, molti siti e quotidiani hanno raccontato i dettagli dell'aggressione, dettagli che sono stati in seguito parzialmente smentiti dai protagonisti della vicenda. Tra gli altri, Le Figaroha 'sfruttato' l'occasione per ricordare ai lettori, con un articolo firmato da Céline Pina, che la colpa di questo tipo di comportamenti violenti è la diffusione dell'ideologia islamista (la quale viene da molti associata, erroneamente, alla religione islamica). Nel pezzo della giornalista, a un certo punto (qui sopra l'estratto) si legge: « È attraverso la violenza che gli islamisti vogliono imporre le loro norme. Queste provocazioni e aggressioni sono avvertimenti inviati a un modo di vivere contro cui loro si battono. [...] Sono un messaggio politico chiaro: 'Noi occupiamo i luoghi, siamo potenti e pronti a combattere'». Un discorso che appare forzato non solo alla luce della smentita della vittima, ma anche per il modo in cui il tema viene trattato. Superficialmente, generalizzando e diffondendo un 'pensiero' che resta distaccato dall'analisi pratica, reale, utile, costruttiva. Si dà tutto per scontato: non si considera, in questo come in tanti altri casi, la storia degli aggressori, né tantomeno si tenta di 'decriptare' ciò che realmente porta certi giovani, spesso lasciati a sé stessi e marginalizzati, a compiere atti così riprovevoli.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso