9 Settembre Set 2016 1703 09 settembre 2016

Razzismo artificiale

Al primo concorso di bellezza internazionale giudicato da robot, l'algoritmo favorisce i candidati con la pelle più chiara. Al contest hanno partecipato 6 mila persone da tutto il mondo.

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Concorso di bellezza

Sono razzisti e senza cuore i giudici di Beauty.AI, il primo concorso di bellezza dove a dare i voti sono intelligenze artificiali, create da Youth Laboratories (team di esperti in biogerontologia) con il supporto di Microsoft. Il contest è stato indetto con l'obiettivo di proclamare il più bello in modo oggettivo secondo criteri 'matematici': simmetria facciale, rughe e intelligenza: ebbene, le tre intelligenze artificiali hanno incoronato re e regine di bellezza 44 persone, di cui solo una con la pelle scura.

SI ERANO PRESENTATI IN 6 MILA
Con la speranza che una AI (Artificial Intelligence), supportata da complessi algoritmi, li proclamasse i più belli, al concorso si erano 'presentate' 6 mila persone provenienti da più di cento paesi inviando la loro foto. Tre le regole da seguire: niente make up, niente occhiali, niente barba. In seguito al risultato che ha suscitato il disappunto di quasi tutti, si è aperto un dibattito. «Sono sorpreso di come l'algoritmo abbia scelto le persone più belle in alcuni casi, ha scelto persone che io non avrei mai selezionato», ha dichiarato Alex Zhavoronkov, studioso specializzato nella ricerca contro l'invecchiamento e direttore scientifico di Beauty.AI., che ha aggiunto: «Quando alleni un algoritmo a riconoscere certi schemi, il rischio di influenzarlo e renderlo parziale esiste».

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