24 Agosto Ago 2016 1731 24 agosto 2016

«Donate, ma non solo oggi»

Dopo il sisma precipitarsi nell'immediato ai centri trasfusionali non è necessario «perché si rischia di intasare le strutture più vicine alla calamità». Il presidente dell'AVIS ci spiega come agire.

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Dopo il terribile sisma che nella notte del 24 agosto ha colpito il Reatino, in Centro Italia, distruggendo paesi e borghi storici come Amatrice, Accumuli e Pescara del Tronto, ai confini di Lazio e Marche, è scattata una corsa per la solidarietà da Nord a Sud. Sms per donare qualche euro alla protezione civile, beni di prima necessità destinati alle zone terremotate, file per donare il sangue. In questo momento però «non c’è una vera emergenza», dice a LetteraDonna il Presidente di AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue), Vincenzo Saturni, che ha spiegato come comportarci in questi casi: aiutando chi ha bisogno, ma con buon senso e nei tempi giusti.

UN PIANO SPECIALE
Esiste infatti un piano per le emergenze «approvato proprio a luglio 2016 dalla Conferenza Stato-Regioni, che prevede che in casi eccezionali, come può essere un terremoto o un attacco terroristico, si metta in moto il Centro Nazionale Sangue prima con una bacheca virtuale e poi con l’attivazione delle sedi trasfusionali e delle associazioni di donatori». In questo modo si ha un intervento immediato delle scorte di sangue «raccolte in precedenza». Solo qualora ci fossero delle necessità reali «vengono allertate e attivate le sedi delle associazioni e i centri trasfusionali che si occupano di contattare i donatori periodici». Il sangue raccolto, dunque, non viene utilizzato nell’immediato come erroneamente si può pensare, ma ci si affida alle scorte raccolte in precedenza.

TRASFUSIONI SICURE
Anche nel caso di un’emergenza della portata di questo sisma, «la sicurezza nelle trasfusioni viene comunque rispettata e il sangue raccolto testato e messo a disposizione solo dopo tutti i controlli più scrupolosi». In casi come questi molti italiani amano esprimere la propria solidarietà, volendo donare il sangue, però talvolta non è necessario precipitarsi ai centri trasfusionali nell’immediato «perché si rischia di intasare inutilmente le strutture più vicine alla calamità, che spesso non sono neanche in grado di accogliere tutti i donatori». Una cosa che spesso non si considera è che il sangue «può servire anche nei giorni successivi alla tragedia, e spesso si rimane scoperti, proprio perché le persone si attivano solo nell’immediato».

SEGUITE LE INDICAZIONI
È importante invece seguire le istruzioni dei centri di trasfusione e delle associazioni donatori come l’Avis, che «in casi di emergenza contatta direttamente i suoi donatori o fornisce a chi volesse aiutare, tutte le indicazioni su dove e come farlo». In questo momento, ad esempio, «ci potrebbe essere bisogno di sangue in Lazio, ma non nell’immediato, quindi è importante informarsi prima di andare a donare». Per altro, qualora necessario, «si attiverebbero subito anche le regioni limitrofe per portare il sangue nelle zone colpite dal sisma, ma al momento non c’è questo tipo di necessità, che ricordo, viene stabilità dal Centro Nazionale Sangue».

Sul sito di Avis ci sono tutte le indicazioni in merito al terremoto del 24 agosto e sulle eventuali necessità di donazioni.

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