23 Agosto Ago 2016 1407 23 agosto 2016

Caso Ragusa, la pm si difende

Giulia Bisello, magistrato al suo primo incarico, bersagliata dagli insulti per non aver arrestato l'indiano accusato di tentato rapimento risponde: «Ho solo applicato la legge: non avevo alternative».

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«Tentativo di rapimento», dice la procura di Ragusa. «No, un sequestro vero e proprio», ribattono i genitori della bimba di cinque anni che il 17 agosto sul lungomare di Scoglitti (Ragusa), è stata presa in braccio da un indiano di 43 anni, Ram Lubhay, «per non oltre 45 secondi, allontanandosi per non più di 10 metri», come è trapelato dal verbale che contiene le dichiarazioni di un testimone. Il pm Giulia Bisello, codice alla mano, sulla base del rapporto dei carabinieri e senza sentire Lubhay, aveva deciso di non convalidare il fermo. Bersagliata dalle polemiche, dal disappunto di cittadini che hanno sommerso di telefonate il centralino del 112, ha poi convocato e interrogato a lungo l'indiano, confermando la linea: il reato di tentato rapimento non prevede l'arresto, ma la denuncia a piede libero. Insomma, la pm ha solo applicato la legge: ma è finita comunque alla gogna mediatica.

NESSUNA SOLIDARIETÀ
La pm Bisello, giovane magistrato 34enne, al suo primo incarico di sostituto procuratore a Ragusa (da novembre 2015) certo non si aspettava di finire nell'occhio del ciclone all'inizio della sua carriera. Amareggiata dalla bufera di insulti che l'hanno massacrata in questi giorni, continua a ridadire che da pubblico ministero non ha lasciato in cella il 43enne indiano «perché non si poteva». «È una questione talmente semplice», ha detto al Corriere della Sera. «Il nostro ordinamento per alcune ipotesi di reato non prevede né il fermo né il carcere. E noi magistrati non possiamo non applicare la legge». La donna comunque non nasconde il dispiacere per un malessere dell'oponione pubblica che sta continuando a crescere. «Non voglio parlare del mio stato emotivo, ma non c’è stata nessuna solidarietà. Gli ispettori? Sto preparando il resoconto della vicenda. Se lo chiederanno è pronto. Pesano le conseguenze mediatiche. Ma io penso di avere fatto solo il mio lavoro. Come cerco di fare tutti i giorni».

L'ASSOCIAZIONE MAGISTRATI INSORGE
«Attacchi inaccettabili»: è la posizione espressa sul caso di Ragusa dall'Anm (Associazione nazionale magistrati), che in una nota ha affermato: «Con riferimento ai fatti accaduti nel territorio del comune di Vittoria lo scorso 16 agosto, senza entrare nel merito della vicenda i cui contorni saranno accertati nel corso del procedimento penale da parte della procura di Ragusa, l'Anm stigmatizza gli attacchi mediatici diretti al pm di quell'ufficio giudiziario Giulia Bisello. «Si tratta di attacchi inaccettabili» - sottolinea - «che sono frutto di un approccio superficiale agli accadimenti, determinato dalla non conoscenza degli atti e dei presupposti di legge che hanno portato alle scelte della collega, e che hanno come unica conseguenza quella di non consentire ai magistrati della Procura di Ragusa di svolgere il proprio compito nel giusto clima di serenità».

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