21 Luglio Lug 2016 1651 21 luglio 2016

Israele, la censura è femminista

Uno studente dell'istituto Shenkar di Tel Aviv ha dipinto, per la mostra di fine anno, la ministra Ayelet Shaked. Nuda. La rettrice ha fatto coprire parzialmente l'opera con una 'X'. Perché «sessista e sciovinista».

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quadro

Pensare all'arte come la più libera forma espressiva possibile è bello. Ma non sempre realistico. Per l'esposizione di fine anno, Yam Amrani, studente dell'istituto Shenkar di Tel Aviv, ha deciso di dipingere la ministra della Giustizia, nota per le sue posizioni estremiste, Ayelet Shaked. Nuda. Ed è scoppiato un caso politico.

LA CENSURA
Il quadro è rimasto visibile agli spettatori della mostra per un solo giorno. Poi Yuli Tamir, rettrice dell'accademia di Belle Arti, ha imposto la censura: il volto di Shaked è stato nascosto con una 'X' .

LE POLEMICHE
Un gesto che ha provocato numerose polemiche e conseguenze: l'artista ha accusato la scuola di «fascismo culturale», il suo insegnante si è ritirato e il quotidiano Haaretz ha pubblicato un articolo contro la rettrice, sostenendo che chi non comprende l'importanza della libertà d'espressione non è degno di guidare un istituto per futuri artisti.

LA 'DIFESA'
La Tamir, che viene dal Partito Laburista Israeliano (impensabile, quindi, che sia una sostenitrice di Shaked), ha affermato di non aver apprezzato l'opera perché «sessista e sciovinista». In sua 'difesa' sono intervenuti la giornalista Mazal Muallem, sostenendo che l'autore aveva ottenuto ciò che desiderava (cioè popolarità tramite un messaggio provocatorio/maschilista), e la femminista Orit Kamir, che ha sottolineato: «Nel patriarcato esporre il corpo è un modo di umiliare».

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