8 Luglio Lug 2016 1718 08 luglio 2016

Quando volevo essere una Spice

A 20 anni dall'uscita di Wannabe, un viaggio nei ricordi di noi che all'epoca eravamo bambine e impazzivamo per il quintetto del Girl Power, i loro look e le loro canzoni.

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Probabilmente nessuno nato dal 2000 in poi può capire la nostalgia che la mia generazione sente in questo momento. L'8 luglio 1996 usciva Wannabe, il singolo che ha aperto la strada del successo alle Spice Girls. 20 anni dopo, diventano virali sul web articoli che le inneggiano come le pioniere del Girl Power e addirittura un remake della popolare canzone destinato ai diritti delle donne. Ci si ritrova così a passeggiare sul viale dei ricordi: i viaggi in pullman durante le gite scolastiche passati a cantare le canzoni delle Spice e dei Backstreet boys, i pomeriggi passati a casa di un'amica per agghindarci come una delle cinque ragazze, quella che più rispecchiava il nostro carattere o quella alla quale avremmo voluto assomigliare.

COREOGRAFIE MADE IN SCHOOL
Sono nata nel lontano 1990, e nonostante le Spice abbiano fatto irruzione nel mondo del pop quando avevo solo sei anni, la loro scia di energia ha accompagnato me e le mie amiche fino alle medie. Non erano solo un modello, noi volevamo essere loro. E ci credevamo con tutte noi stesse. A prova di questo, i tornei karaoke che organizzavamo in classe ogni mese: dopo 30 giorni in cui passavamo ogni intervallo a provare e riprovare musiche, canzoni e coreografie delle canzoni scelte, andava in scena il nostro spettacolino. Alla fine delle lezioni ci ritrovavamo nel cortile esterno della scuola e ogni gruppo metteva in scena il proprio repertorio. Ricordo ancora lo zaino pieno zeppo di glitter, delle zeppe di mia mamma e delle extension da dare alle amiche che avevano i capelli corti ma volevano essere Emma Bunton. Il resto è storia, registrato su videocassette ora nascoste gelosamente sotto il mio letto.

TRA CAPELLI FRISÉ E SCARPE FORNARINA
Il quintetto più pop degli Anni '90 ha sconvolto, oltre alla scena musicale dell'epoca, anche il modo di essere di noi ragazze. Se volevamo essere loro non dovevamo più comportarci da eterne principesse, ma da giovani donne che avevano il sacrosanto diritto, e dovere, di prendere in mano la propria vita. Ci hanno cambiate. Nel bene e nel male. Quando mi ritrovo al bar, nel bel mezzo di una rimpatriata tra amiche, ripensiamo ancora tutte con un leggero orrore ai codini alla Emma, alle zeppe, alle calze al ginocchio (attenzione, non le parigine!), alle scarpe Fornarina, alle meches bionde (seguite a ruota da quelle di improbabili colori fluo) e ai capelli frisé. E, nonostante sia ben felice di non essere più in quella fase preadolescenziale, devo ammettere, a me stessa e a voi, che tornerei più che volentieri a 20 anni fa. Se non per la discutibile moda del momento, sicuramente per avere un modello di donna che non sia la solita cantante sculettante, mezza nuda e provocante di oggi.

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