8 Luglio Lug 2016 1407 08 luglio 2016

Mal di selfie

Troppi autoscatti sono dannosi per muscoli e articolazioni. Dal gomito del tennista si passa a quello del selfista. O agli smartphone pinkies: i mignoli deformati da un utilizzo eccessivo del telefonino.

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Se pensate che i selfie siano il simbolo di tutti i mali della nostra società, questa notizia vi farà piacere: scattarsene troppi fa male alla salute. Pare, infatti, che l'epidemia del 'gomito da selfie' si stia diffondendo a macchia d'olio. La prima vittima illustre non è, come potreste pensare, Kim Kardashian, ma Hoda Kotb, conduttrice di Usa Today piuttosto nota negli States. La donna si è recata al pronto soccorso in preda a forti dolori. Lì, gli specialisti hanno avanzato nella diagnosi l'ipotesi inedita: gomito del selfista.

POSIZIONE INNATURALE
Su LetteraDonna vi avevamo già avvertito: l'utilizzo prolungato e scorretto della tecnologia potrebbe farvi molto male. La Kotb l'ha scoperto pagando sulla propria pelle. Una volta escluso che il suo dolore potesse essere causato dal tennis o dal ping pong, sport che Kotb non pratica, i medici le hanno caldamente raccomandato di smettere di scattarsi tra i 30 e i 40 selfie al giorno. Il motivo è semplice: la posizione assunta dal braccio durante l'autoscatto è faticosa e innaturale, e mette a dura prova muscoli e articolazioni.

MIGNOLI DEFORMI
L'altro disturbo, che però dagli appassionati di selfie viene percepita come una specie di medaglia al valore, sono i mignoli da selfie: a furia di usare il dito come supporto per lo smartphone, questo si deforma, assumendo una piega innaturale. Sul lungo periodo, secondo l'osteopata Tim Allardyce, intervistato dal Daily Mail, l'eccessiva sollecitazione del mignolo (ma anche del pollice) potrebbe condurre a un consumo eccessivo della cartilagine o addirittura all'osteoartrite. Soprattutto se, dal punto di vista genetico, il soggetto è già predisposto. La soluzione? Banalissima. Limitare l'utilizzo dello smartphone.

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