5 Luglio Lug 2016 1728 05 luglio 2016

Diventare mamme con il fibroma

Chi pensa che sia impossibile si sbaglia. Con una consulenza medica e un trattamento farmacologico adeguati intraprendere una gravidanza è possibile: la storia di una donna che temeva di non farcela.

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Pregnant woman having her blood pressure checked

Squilla il telefono a casa di Antonella e Pasquale. Antonella risponde con un filo di voce: sua figlia Miriam, quattro mesi appena, sta facendo il riposino del pomeriggio. Miriam è il «miracolo» di casa. Siamo in provincia di Matera e dalle parole di Antonella capirete subito perché la sua è una storia capace di dare fiducia per tante donne che hanno il fibroma (qui le storie di donne di spettacolo che ne hanno sofferto) e che temono di non poter diventare madri. Antonella, 43 anni, è infatti la dimostrazione che il progresso scientifico e farmacologico (e un medico ginecologo particolarmente attento) possono far tornare il sorriso a una coppia che stava perdendo la speranza di poter concepire. Uno dei problemi legati al fibroma uterino affrontati dalla campagna It is my choice.

DOMANDA: Antonella, da quanto tempo lei e suo marito desideravate Miriam?
RISPOSTA: Sono stati 16 anni di lotta: ci stavamo quasi per arrendere.
D: Ci racconti la sua battaglia: contro chi combatteva?
R: Due nemici: l’endometriosi e vari fibromi di importanti dimensioni.
D: Come si è accorta di questi problemi?
R: Da sempre, fin da ragazzina, avevo dolori particolarmente acuti durante il ciclo mestruale: dovevo prendere forti antinfiammatori. Ero schiava dei farmaci e prigioniera del mio corpo: in «quei giorni» dovevo stare a casa, a riposo, anche psicologicamente era pesante. Nessun medico però ha dato particolare peso a questo problema.
D: E poi, che cosa è successo?
R: Appena sposati, io e Pasquale desideravamo subito una famiglia: volevo portare un po’ di gioia in un periodo molto doloroso per i nostri familiari. Quando, dopo sei mesi di tentativi, ho visto che non riuscivo a rimanere incinta e soprattutto che i dolori al ventre erano forti non solo durante il ciclo, ma anche durante i rapporti, ho fatto tantissime visite specialistiche. La diagnosi è stata di endometriosi molto importante: a 28 anni sono stata operata. Speravo di aver risolto i miei problemi.
D: E invece?
R: All’inizio ero ottimista: subito dopo l’operazione sono rimasta incinta. Purtroppo ho perso il bambino con un aborto spontaneo. Dopo quella prima gravidanza, più nulla: non riuscivo a concepire.
D: Ed è lì che ha scoperto che aveva un utero fibromatoso.
R: Sì, grazie ad ulteriori analisi. Il fibroma non mi dava fastidio, all’inizio non sembrava un problema. Con il tempo invece abbiamo visto che tendeva a ingrossarsi sempre di più ed era responsabile della mia infertilità.
D: Come ha reagito a questa notizia?
R: Avrei voluto subito essere operata, pensavo fosse la soluzione migliore. Per fortuna ero in cura presso un ginecologo scrupoloso che mi ha messo in guardia: non era il caso di operare un fibroma come il mio.
D: Perché?
R: Era molto grosso e avrebbe richiesto un’operazione importante e soprattutto un anno di attesa per riassestare l’utero, prima di poter pensare ad un concepimento. Io non avevo neanche un giorno da perdere: avevo ormai superato i 40 anni.
D: Qual è stata la soluzione?
R: Un nuovo farmaco a base di ulipristal acetato. Il ginecologo me lo ha prescritto spiegandomi che non aveva effetti collaterali di rilievo ed era molto efficace nel riassorbire i fibromi e nel contenerli anche durante la gravidanza. L’ho preso per tre mesi e alla fine della terapia abbiamo cominciato a registrare una diminuzione della massa del fibroma. Il mio corpo era finalmente pronto per la Fivet.
D: Che è andata bene.
R: Benissimo, direi: dopo 15 giorni le mie beta erano positive. Non so descrivere la felicità che ho provato e anche la paura di perdere tutto. Avevo fatto il possibile per diventare madre.
D: Com’è andata la gravidanza?
R: All’inizio drammatica: ho avuto una minaccia d’aborto al secondo mese. Miriam aveva una sorellina, il cui battito si è arrestato presto, ma lei non ha mollato. Ed è nata in perfetta salute. Anch’io mi sento molto bene. Come dice il mio ginecologo, per far venire al mondo Miriam abbiamo avuto tutti la testa dura!

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