30 Giugno Giu 2016 1445 30 giugno 2016

Sesso con le app? No, grazie

Moltissimi amano organizzare la propria vita erotica usando applicazioni d'incontri, come Tinder. Nessuna spesa di tempo, nessun investimento di soldi. Nessun brivido. A parte quello di contrarre la sifilide.

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Sarà che da piccolina mi batteva forte il cuore quando - nel film che ha rovinato tante - Joe Black, la 'morte', guardava insistentemente negli occhi Susan, il suo (vivo e vegeto) amore. O quando in Dirty Dancing Patrick Swayze al ballo finale faceva volare 'Baby'. Sarà che ogni anno, a ogni ricorrenza, mio papà riempiva di fiori e poesie mia madre, che di volta in volta lo guardava con un po' di luce in più negli occhi. Sarà che il mio primo amore 8enne non mi amava, rifiutando, di fatto, di trasformarmi nella sua principessa. Sarà che sono nata vecchia e al Sud, o chissà. Una cosa è certa: io, un'applicazione come Tinder, non potrei usarla mai.

Credo sia (in parte) un problema generazionale. Oggi le Barbie (e con loro le bambine) hanno scoperto che lo sguardo profondo di Ken non voleva dire, come pensavamo noi, «Ti amo». No. Il suo ammiccare era più qualcosa tipo: «Uè femmina. Bando alle ciance: girati».

Oggi i giovanissimi pensano e conoscono il sesso già intorno agli 11-12 anni. Io a quella età volevo addosso gli occhi (e solo quelli) del 'mio' Ken e desideravo sentirmi 'mamma' (poi m'è passata) con Bebi Mia. A quell'età la cosa che più eccitava le mie giornate era arrampicarmi sull'albero di fronte casa e appendermi a un ramo a testa in giù. O, che ne so, rubare arance nel giardino del vicino, fare profumi con le rose, preparare insalate d'erba e terra, parlare con i miei amici reali e immaginari, adottare gattini sperduti. Roba da psichiatra, insomma. Ma quest'è e non posso, con tutta la buona volontà, immaginare di andare a letto con uno trovato scorrendo tra le 'proposte' del momento su un'app.

Tra l'altro, da molti racconti di amici, quello di certe app è un meccanismo che sembra l'anti-sesso per eccellenza. In mezzo al mare di maschi cerca-orgasmo, c'è quello che ti contatta e - neanche una parola - ti invia la foto del suo membro emozionato. Quello che ti scrive porcate di ogni genere e natura. Il toro che non si rende conto che sta parlando con una donna, non con una vacca. Quello che non sa mettere in fila tre parole in italiano: quanto è eccitante l'intelletto e come si può - ditemelo - farne a meno (prima di trovarsi insieme) tra le lenzuola?

Andare a letto tramite app elimina la spesa di tempo e di soldi, dicono in molti. Ma atrofizza anche il coraggio, la sfida. Cancella l'invito a bere una cosa, l'incontro 'casuale', la vibrazione di un'intesa mentale, il salire delle emozioni, l'arrossire per un complimento, il compiacimento dell'essere riusciti nell'impresa di disarmare, far sorridere l'altro. La gioia di dire consapevolmente 'no': non perché sei un cesso, né perché me la tiro. Ma perché sei un idiota.

Tutto questo 'sale', con gli incontri tramite 'clic', non esiste. Il gioco della seduzione è completamente annullato: una strada per il piacere che assomiglia molto a quella della masturbazione. Non c'è nulla da scoprire, nulla da conquistare, da rincorrere, aspettare. C'è subito il chi, il dove e il quando. Non c'è brivido né un po' di sana 'paura'. A parte, ipocondria mode on, quella di prendersi la sifilide.

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