16 Giugno Giu 2016 1113 16 giugno 2016

Invalsi in cinque punti

Tutto quello che c'è da sapere sul temuto quiz di terza media. Dal suo svolgimento alle leggi che lo regolano, passando per le perplessità di genitori, alunni e associazioni.

  • ...
test-invalsi-terza-media-consigli

«Gli esami sono vicini...», cantava Antonello Venditti nel 1984. Un ritornello che è entrato ben in testa ai quasi 573 mila studenti di terza media che giovedì 16 giugno 2016 hanno sostenuto parte dell'esame di Stato. Una prova impegnativa e temuta allo stesso tempo. Colpa dello spauracchio Invalsi, il complicato test diviso in due parti, italiano e matematica, che rischia di stravolgere le medie degli alunni. L’esame di fine ciclo si compone infatti di sette voti complessivi. Il primo riguarda l’ammissione all’esame. Cinque voti sono attribuiti agli scritti e un voto viene dato al colloquio orale. Una delle valutazioni scritte è costituita proprio dalla media dei due punteggi ottenuti nelle due prove Invalsi con voti che vanno dal 4 al 10 per non avere un peso eccessivo sulle altre prove.

COME SI SVOLGE
Dopo che la commissione ha consegnato agli studenti i due fascicoli che contengono il test, sotto l'immancabile supervisione del presidente esterno, i ragazzi hanno a disposizione 75 minuti per rispondere alle domande del primo fascicolo e altri 75 minuti per portare a termine il secondo. Tra i due momenti è prevista una pausa di appena 15 minuti.

LO SCOPO
Introdotto con la legge n. 176 del 25 ottobre 2007, e diventato obbligatorio come prova finale il 22 luglio 2009 per via dell’articolo 3 del Dpr numero 122, il test Invalsi serve per valutare la comprensione di un testo di italiano, la conoscenza della grammatica e le competenze matematiche. Tutto questo con la consapevolezza che ogni errore, ogni minimo sbaglio, può arrecare gravi danni alla media finale. Il voto ottenuto da questa prova pesa infatti un settimo su quello complessivo.

LE POLEMICHE
Ed è proprio questa sua peculiarità che ha messo sul piede di guerra genitori, alunni e associazioni. «Si tratta di un’anomalia. Non è pensabile che siano dentro l’esame di terza media. Va bene farli ma in un altro momento, non devono servire a valutare il singolo ragazzo, non è il loro scopo», ha spiegato Andrea Gavosto, presidente della fondazione 'Giovanni Agnelli', che ha elaborato un dettagliato rapporto sulla valutazione del sistema scolastico italiano. Perplessità che ha trovato d'accordo anche i docenti secondo cui il test metterebbe troppa pressione ai giovani alunni.

VOTI PIÙ BASSI
E in effetti da quando sono entrate in vigore, i test hanno segnato un generale abbassamento del livello degli studenti, soprattutto nella matematica, con conseguente riduzione dei voti finali degli esaminati.

ULTIMA VOLTA?
Eppure l'esame del 2016 potrebbe essere l'ultimo con la formula degli Invalsi al suo interno. Il Ministero della Pubblica Istruzione ha infatti avviato un’interlocuzione con i vertici dell’Invalsi per vagliare la possibilità di effettuare la prova obbligatoria al di fuori dell’esame ma comunque ad esso collegato.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso