15 Giugno Giu 2016 1312 15 giugno 2016

Nessuno tocchi Barbie

Ennesimo caso di femminicidio in provincia di Napoli. Intanto, un'artista di Roma dà vita a un'opera d'arte choc contro la violenza sulle donne. Protagonista è la celebre bambola.

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beaten barbie

Prima l'ha uccisa, poi si è gettato nel vuoto. È successo a Palma Campania, in provincia di Napoli. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, l'ortopedico Aniello Lamberti avrebbe assassinato la moglie Angelina Fusco sparandole alla testa dopo una lite coniugale, per poi togliersi la vita buttandosi dal terzo piano. L'ennesimo caso di femminicidio figlio di una cultura dove, evidentemente, non si fa ancora abbastanza per prevenire la violenza sulle donne. Protestare e denunciare è un obbligo. L'artista romana Lady Be lo fa con un'opera d'arte tristemente evocativa delle migliaia di donne che sono costrette a subire piccoli e grandi abusi quotidiani: il ritratto frantumato di una Barbie il cui volto è composto dai frammenti di tante altre Barbie come lei.

DONNE IN FRANTUMI
È tumefatta, la Beaten Barbie di Lady Be. Ha un occhio nero e un livido sulla guancia, realizzato con tanti frammenti, tra cui il torso muscoloso di qualche bambolotto maschile. Dalle labbra che lasciano intravedere un dente spezzato scende invece un rivolo di sangue. È avvicinandosi all'opera che si colgono tutti questi piccoli dettagli, compresi i minuscoli cerotti sui volti delle tante Barbie che la compongono. Perché se la Barbie rappresenta il fenomeno della violenza sulle donne, gli altri minuscoli frammenti evocano le vite di tante singole donne, i cui drammi possono essere compresi e realmente percepiti solo se analizzati uno a uno. L'opera è rimasta esposta dal 9 al 12 giugno presso la Triennale dell'Arte contemporanea di Verona.

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