12 Maggio Mag 2016 1426 12 maggio 2016

Giustiziata come fosse un boss

Giovanna Arrivoli voleva essere un uomo, e come tale viveva. Scomparsa il 7 maggio, è stata ritrovata morta, uccisa con due colpi di pistola alla testa e uno al torace. E seppellita a testa in giù.

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giovanna arrivoli

Giovanna Arrivoli era una donna e aveva due desideri. Cambiare sesso e diventare un boss. Si faceva chiamare Giò e conduceva una vita 'da uomo': viso, corporatura, atteggiamenti, erano maschili. Aveva una compagna, Lucia.

MASSACRATA E SEPPELLITA A TESTA IN GIÙ
La Arrivoli  è scomparsa il 7 maggio senza lasciare traccia e ritrovata qualche giorno dopo in un fosso: è stata ammazzata come un capo clan. Picchiata ferocemente e poi finita con due colpi in testa e uno al torace e, riporta il Corriere, seppellita a testa in giù, trattamento che la Camorra riserva a chi ha fatto qualcosa che non va 'bene'.

IL BLUE MOON
Gestiva un bar, il Blue Moon nel cuore di Melito, paese non distante da Scampia, il noto quartiere nel quale tra il 2004 e il 2005 si scontravano il clan Di Lauro e quelli che venivano chiamati gli «scissionisti». A capo di questi, riporta ancora il quotidiano milanese, c'erano le famiglie Amato e Pagano ai quali però, a distanza di 10 anni, è rimasto il controllo del traffico di droga solo a Melito. Il Blue Moon era il principale luogo di spaccio del paese.

LE IPOTESI
Per il momento le ipotesi sono due. Una punizione per uno sgarro su una partita di droga, o una vendetta trasversale. La Arrivoli, oltre ad avere precedenti per droga, era la cognata di Carmine Borrello, attualmente in carcere (41 bis) e, secondo gli inquirenti, legato agli 'scissionisti'.

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