11 Maggio Mag 2016 1934 11 maggio 2016

«Non arbitro più»

Jesus Tomillero è stato il primo 'fischietto' spagnolo a fare coming out. Ma il fatto che sia gay non è andato giù all'omofobo mondo del calcio. Troppi insulti: così ha deciso di porre fine alla sua carriera.

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Jesus-Tomillero

Il 26 marzo 2016 era stato il primo arbitro in Spagna a fare coming out, rivelando pubblicamente la sua omosessualità. Nemmeno due mesi dopo, Jesus Tomillero si è visto costretto a interrompere la sua carriera, perché non ha più intenzione di vivere nella paura. Da quel giorno, come ha raccontato il 'fischietto' andaluso sono iniziati gli episodi di violenza verbale nei suoi confronti e non è passata partita senza che fosse coperto di insulti.

L'INTERVISTA DEL COMING OUT
Tutto è iniziato quando Jesus Tomillero, appena 21 anni e arbitro da dieci, ha rilasciato un'intervista al quotidiano online El Español nella quale non solo ha denunciato gli insulti omofobi ricevuti da un dirigente del Peña Madridista Linense, squadra che milita nel campionato giovanile andaluso, ma ha anche dichiarato apertamente la sua omosessualità. Da allora Tomillero, che lavora iin una caffetteria a La Línea de la Concepción, cittadina nei pressi di Cadice, è apparso più volte nei programmi sportivi spagnoli per raccontare la sua storia e denunciare l'omofobia che persiste nel mondo del pallone.

L'ADDIO PER I TROPPI INSULTI
Il coming out dell'arbitro ha fatto rumore in Spagna e il dirigente che l'ha insultato ha ricevuto nove giornate di squalifica, anche se appena 30 euro di multa. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata sabato 7 maggio, durante il match tra Portuense e San Fernando Isleño, quando Tomillero ha assegnato un rigore agli ospiti: dalle tribune è arrivata una pioggia di insulti e il grido «Questo è l'omosessuale che va in televisione. Stai diventando famoso, brutto gay». Rientrato negli spogliatoi, il primo arbitro (dichiaratamente) omosessuale di Spagna ha deciso di porre fine alla sua carriera. Per sempre, nonostante gli attestati di solidarietà tra cui quello di Pablo Iglesias, leader di Podemos: «Sono stanco di tutta questa omofobia che pervade il calcio. Non posso più accettare tutti questi insulti».

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