10 Maggio Mag 2016 1834 10 maggio 2016

La prigione dei suicidi

In soli 18 mesi, un carcere femminile della California ha visto oltre venti recluse tentare di togliersi la vita. Quattro di queste purtroppo non sono state salvate. Quali sono le cause di questo triste primato?

  • ...
prigione_donne

Quattro suicidi in 18 mesi, più altri 20 tentativi fortunatamente non andati a buon fine. È preoccupante il bilancio del California Institution for Women (CIW), istituto penitenziario femminile dove il tasso delle recluse che hanno tentato di togliersi la vita è otto volte maggiore rispetto alla media nazionale delle carceri. L'ultima donna a essersi suicidata è stata la 35enne Erika Rocha. La donna è stata ritrovata impiccata nella propria cella il giorno prima dell'udienza che le avrebbe concesso la libertà condizionale dopo quasi vent'anni di reclusione. Inoltre, era appena uscita da un periodo di isolamento che le era stato imposto proprio per impedirle di suicidarsi.

L'ISOLAMENTO NON È UNA CURA
Come racconta il Guardian, dopo la morte di Rocha altre 22 donne sono state sottoposte allo stesso tipo di isolamento. Ma è ormai chiaro come la politica dell'istituto non abbia alcun effetto positivo su chi manifesta tendenze suicide, anzi: come ha denunciato Geraldine Rocha, riferendosi a quanto accaduto alla sorella defunta, «Aveva bisogno di aiuto, di qualcuno che fosse lì con lei, non che le dicessero: 'Ecco, siediti da sola in questa stanza e forse guarirai'». L'isolamento, infatti, non nasce certo come cura di patologie mentali, ma come forma di punizione.

NEMMENO L'ORA D'ARIA
Non è la prima volta che emergono dettagli sulle pessime condizioni in cui sono costretti a vivere i reclusi delle carceri californiane: già nel 1995 un giudice aveva parlato addirittura di incostituzionalità e ordinato che le cure delle patologie mentali fossero affidate a organi indipendenti rispetto agli istituti carcerari. Da alcune indagini condotte sul caso Rocha è emerso poi che a quasi tutte le donne che manifestavano tendenze suicide è stato impedito l'accesso al cortile del penitenziario.

VULNERABILI
Quali sono le cause del recente picco di suicidi? Secondo l'avvocato Michael Bien, il sovraffollamento, la mancanza di personale e un management e una supervisione poco efficaci. Troppe recluse, poche risorse. Inoltre, le donne sono statisticamente, da sempre, tra i soggetti più vulnerabili dietro le sbarre. Circa il 90% di queste sono state infatti vittime di abusi, e il 73% ha sviluppato disturbi mentali.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso