L'opinione 10 Maggio Mag 2016 1739 10 maggio 2016

Candidati con il culo degli altri

Il corpo femminile serve ancora per promuovere qualsiasi cosa. A Bologna il candidato Mario Turrini fa girare un manifesto elettorale con un sedere scoperto e la scritta: «Senza questa foto non avreste mai letto». La sindaca che appoggia che ne pensa?

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manifestolega

Vogliamo la parità, le quote rosa, la leadership. Poi succede che le nostre chiappe in bella vista per un manifesto elettorale diventano l'unica speranza di essere degnato di attenzione. Il corpo femminile a questo serve, no? A vendere, a promuovere.
Qualsiasi cosa.

VOTIAMO IL SEDERE?
A Bologna, tale signor Mario Turrini, in corsa alle amministrative con la lista Uniti si vince in appoggio all'aspirante sindaco leghista Lucia Bergonzoni, evidentemente ignorato dal suo potenziale elettorato, ha cercato di vincere facile. «Perché non associare al mio nome e all'invito di votarmi a un bel sedere nudo in primo piano?», deve aver pensato credendo di aver avuto un'intuizione meritevole. Ma il candidato non ha ottenuto l'effetto sperato: il manifesto non solo non è diventato virale, è passato proprio inosservato tra i meandri della Rete, collezionando appena 19 like e 15 condivisioni su Facebook. Un fiasco.
Ma c'è di peggio. Lasciamo perdere sessismo, ignoranza, maschilismo: quando al signor Turrini qualcuno ha fatto notare il cattivo gusto dell'immagine, lui ha risposto con un post di scuse stracolmo di errori grammaticali: dalle h in posti improbabili alle doppie ignorate. Leggere sotto per credere.

MA L'ASPIRANTE SINDACA TACE
Ora, è vero che sul manifesto c'è scritto «vota Turrini» (il candidato, con il sedere di chissà chi, promuove se stesso), e non «vota Borgonzoni», ma fossi nell'aspirante sindaco leghista (e coordinatrice nazionale del gruppo politico femminile dell'Emilia Romagna, ndr), non avrei mai permesso che chi corresse in mio appoggio potesse presentarsi con un manifesto del genere. Chi non riesce ad attirare l'attenzione per mezzo della campagna elettorale o programma politico, può sempre abbandonare il sogno di guidare una città e cambiare obiettivo. Nel caso di Turrini, darsi all'ippica, per esempio. Ma la signora Borgonzoni, in quanto donna, potrebbe almeno indignarsi o pretendere scuse da chi ha associato (seppur non direttamente) il suo nome al sedere di un'altra donna. La questione della parità non è solo numeri. Immaginiamo che in Italia ci siano esclusivamente sindaci donne: finché sarà ammissibile far girare manifesti simili, l'emancipazione sarà un miraggio. Rassegnamoci.

Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini in tour elettorale in vista delle elezioni amministrative con la candidata Lucia Borgonzoni a Bologna.

ANSA - ANSA

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