11 Aprile Apr 2016 1748 11 aprile 2016

In Nigeria è meglio morire di aids che dire di essere gay

Nel Paese africano l'unione tra persone omosessuali è vietata per legge. Spesso le forze dell'ordine torturano i 'sospetti' per estorcere confessioni e chi non rispetta la norma rischia fino a 14 anni di carcere.

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Gay in Nigeria

Secondo una dichiarazione rilasciata nel mese di febbraio dalla polizia nigeriana, Abdul Lawa (vestito da sposo) e Umar Tahir (vestito da donna) stavano per sposarsi quando alcuni poliziotti in borghese hanno fatto irruzione e li ha sbattuti in prigione. John Adeniyi, un uomo che si occupa di diritti umani, ha seguito il caso da vicino e ha raccontato al Dealy Beast che in realtà la cerimonia in cui i due sono stati arrestati era una tradizionale festa di raccolta fondi durante la quale alcuni partecipanti si travestono a scopo di intrattenimento.

LA LEGGE CONTRO LE UNIONI GAY
Dopo l'arresto, il portavoce del comando di polizia Anjuguri Manzah, ha dichiarato che le forze dell'ordine hanno agito «in base alle disposizioni del cosiddetto Same-Sex Prohibition Act» che, come dice il nome, vieta nel Paese africano le unioni tra persone dello stesso sesso. La legislazione nigeriana prevede, per chi non rispetta la norma, sanzioni fino a 14 anni di carcere. La legge è stata approvata nel 2014 dall'allora presidente Goodluck Jonathan, provocando la reazione di Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada. Nonostante le pressioni per l'abrogazione, anche il successore di Jonathan, Muhammadu Buhari, ha continuato a supportare la norma anti-gay.

I SOSPETTI VENGONO SPESSO TORTURATI
Non solo carcere. Sembra infatti che gli agenti delle forze dell'ordine nigeriane siano soliti torturare i sospetti per estorcere confessioni e alcuni funzionari sono stati accusati di arrivare a intimidire la loro vittime fino a quando queste non coinvolgono amici e conoscenti 'innocenti'. Secondo alcuni attivisti è un modo per estorcere denaro ai detenuti, costretti a pagare una cauzione per uscire di galera.

ALTO TASSO DI MALATTIE
Inoltre, sembra che questa situazione di repressione abbia anche peggiorato il tasso di prevalenza di hiv/aids nel Paese. Mana, un ragazzo gay ha raccontato al Daily Beast che molti giovani risultati positivi ai test hanno paura di cercare consulenza: «Per alcune persone è meglio morire con la malattia piuttosto che rivelare il modo in cui l'hanno presa", ha affermato.

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