23 Marzo Mar 2016 1617 23 marzo 2016

Kamikaze mancata

Una giovane ragazza nigeriana racconta la sua esperienza tra le file di Boko Haram e di come ha deciso di non farsi saltare in aria scoprendo che i genitori avrebbero potuto essere tra le sue stesse vittime.

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Avrebbe dovuto farsi saltare in aria insieme alle altre due donne che il 9 febbraio hanno ucciso 58 persone nell'attacco kamikaze che ha colpito il campo per sfollati di Dikwa, nel nord-est della Nigeria. Ma alla fine si è tirata indietro, perché in quel campo vivevano anche i suoi genitori e le sue sorelle, e piuttosto sarebbe morta insieme a loro.

DISAGIO SPIRITUALE
La cronista della BBC che ha raccolto la sua storia la chiama Hauwa, ma ovviamente non si tratta del suo vero nome. Hauwa è una ragazza che sembra avere circa 17 anni e che è stata spinta ad unirsi al gruppo jihadista di Boko Haram da quelli che ha definito come problemi spirituali, raccontando di essere tormentata da spiriti maligni che l'hanno spinta persino a mettere una mano tra le fiamme ardenti.

SOTTRARSI AL DESTINO
Fuggita da casa, pensava di aver trovato la salvezza in Boko Haram. Nei mesi della sua permanenza presso il gruppo jihadista, il suo compito principale era quello di cucinare per il proprio marito. Dopo la separazione da questi, Hauwa si era risposata, ma il suo secondo marito si era poi dato alla fuga. A quel punto, i responsabili di Boko Haram volevano imporle un terzo marito, ma Hauwa si era rifiutata. Ed era stata quindi costretta a indossare una cintura esplosiva che avrebbe dovuto far detonare nel campo di Dikwa. Consapevole che anche i suoi genitori, ospitati nel campo, avrebbero rischiato la vita, la notte precedente all'attentato Hauwa era scappata da quello che si era trasformato nel suo luogo di prigionia per tentare di avvertire dell'imminente attacco. Ma quando è arrivata era già troppo tardi: le altre due ragazze avevano già colpito. Ma Hauwa, comunque, trovando il coraggio di sottrarsi al destino che altri avevano deciso per lei, era riuscita a salvare diverse vite. E ora spera di ricevere un'educazione scolastica.

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