16 Marzo Mar 2016 1327 16 marzo 2016

Senza i piedi per terra

Erano un agente letterario e una farmacista. Oggi sono Cadute Dalle Nuvole, duo di circo aereo che ha mollato tutto per dedicarsi a una passione che le ha portate sul palco di Italia's Got Talent.

  • ...

Tutto pronto per il ritorno in tivù di Italia's Got Talent, il talent show giunto alla settima edizione e per la prima volta visibile, oltre che su Sky Uno, in contemporanea anche sul canale del digitale terrestre Tv8. Riconfermati i quattro giudizi della sesta edizione, Claudio Bisio, Nina Zilli, Luciana Littizzetto e Frank Matano, mentre per il ruolo di conduttrice è atteso l'esordio della star di Violetta Lodovica Comello. Nelle otto puntate iniziali, registrate a Milano, Vicenza e Catanzaro, i giudici esaminano 'solo' 300 esibizioni, ma ai provini si sono presentati più di tre mila aspiranti concorrenti: nel 2015 davanti agli stessi giudici si erano esibite Rachele Rabbino, che insieme all'amica Simona Gallo, forma il duo di circo aereo contemporaneo Cadute Dalle Nuvole: «Noi due per lavoro ci esibiamo in pubblico, ma non lo avevamo mai fatto in tivù. Questo ha reso emozionante la nostra partecipazione a Italia's Got Talent e devo dire che ci siamo divertite». Piemontese di Cuneo, classe '83, Rachele si è avvicinata al circo aereo solo negli ultimi anni, ma in poco tempo è riuscita a fare di questa grande passione il suo lavoro, arrivando a esibirsi anche all'estero. A LetteraDonna ha raccontato la sua storia.

Rachele Rabbino (a destra) con Simona Gallo.

DOMANDA: Nel 2008 si è laureata a Urbino in Editoria Media e Giornalismo. Poi cosa è successo?
RISPOSTA: Dopo l'università ho trascorso un periodo negli Stati Uniti con una borsa di studio e poi mi sono trasferita a Barcellona, dove ho lavorato come agente letterario. In Catalogna, per pura curiosità, mi sono iscritta a un corso di tessuti e trapezio: i corsi sono diventati due, poi tre, poi cinque... Quando ho capito che non riuscivo più a far bene entrambe le cose, la circense e l'agente letterario, ho scelto la prima. Ci è voluto un po' di coraggio, ma non ho mai rimpianto la mia decisione.
D: Ha conosciuto il circo aereo a Barcellona. E la sua partner Simona Gallo?
R: La nostra amicizia risale all'ultimo anno della scuola superiore. A Cuneo frequentavamo lo stesso corso di danza contemporanea, insieme abbiamo fatto un interrail in Spagna e l'università a Pavia. Le nostre strade poi si sono separate per un po' fino a quando non ci siamo ritrovate a Barcellona, dove io facevo appunto l'agente letterario e lei la farmacista. E così, insieme abbiamo intrapreso il 'viaggio circense' di Cadute Dalle Nuvole, progetto nato nel 2010.
D: Un viaggio che vi ha portate dall'altra parte dell'oceano.
R: Sì, perché dopo aver abbandonato i nostri mestieri ci siamo trasferite insieme a Buenos Aires, dove siamo rimaste per un anno e mezzo. In Argentina ci siamo dedicate alla nostra formazione al 100%, facendo una full immersion nell'ambiente del circo aereo, conoscendo maestri di grandissima portata e creando il nostro primo spettacolo. La parentesi sudamericana è stata importantissima per la nostra parabola acrobatica.
D: Come è nato questo primo spettacolo?
R: Si chiama Dandelion, ci siamo molto affezionate e ci è costato tanta, tanta fatica. Ci siamo lanciate nella sua creazione da sole, senza avere la minima idea di come fare e della mole di lavoro che implica la creazione di uno spettacolo. Ma ci siamo riuscite, presentandolo prima nei teatri argentini e poi in giro per l'Europa negli anni seguenti.
D: In quali Paesi vi siete esibite con Dandelion?
R: Austria, Germania e Spagna. Girare per i vari festival è un'esperienza bellissima, che ti fa crescere e che ti arricchisce in una maniera davvero inaspettata. Abbiamo presentato lo spettacolo anche in alcuni teatri italiani, ma da noi la normativa è molto rigida e la tecnica aerea non è facilmente adattabile ad ogni palcoscenico.
D: L'Italia non aiuta gli artisti circensi, insomma.
R: Esatto, chi lavora in campo artistico sa bene quanto sia difficile sopravvivere nel nostro Paese,  senza alcun aiuto statale, cosa prevista invece in Francia, solo per fare un esempio.

D: Però adesso siete in Italia.
R: Sì, siamo tornate a Cuneo. Abbiamo creato l'Associazione Culturale 'Nuvole' e scelto una sede in cui poter dare lezioni di acrobazia aerea, almeno durante la stagione invernale. Le nostre lezioni sono un momento di incontro con bambini e adulti che si approcciano alla disciplina con tutto l'entusiasmo e la passione che richiede un'arte-sport così esigente. Se dovessi dire chi dà di più all'altro, se noi insegnando o i nostri alunni riempendoci di gioia e soddisfazione ogni volta che imparano dei nuovi trucchi, non saprei davvero cosa rispondere.
D: Il circo acrobatico è a metà tra l'arte e lo sport. Lo consiglia a tutti?
R: Tutti, assolutamente tutti, ce la possono fare. Ma è una disciplina che richiede tanto impegno. Si fa fatica, all'inizio fa male e può essere frustrante. Ma se si tiene duro, i calli si formano, la pelle si adatta e i lividi spariscono. Quello che ti restituisce, in cambio del tuo sforzo, è una soddisfazione, una fiducia in te stesso, una consapevolezza del tuo corpo e delle sue potenzialità impagabili, una volta che impari a 'volare'.
D: Si è mai fatta male?
R: La disciplina è delicata e richiede di non fare alcun errore. Certamente, a volte si sbaglia, ma forse è anche bello proprio per questo. Durante gli allenamenti succede spesso di cadere, ma, se le cose sono fatte bene e in sicurezza, è difficile farsi male.
D: Che sensazioni prova quando è a testa in giù e si sta esibendo davanti al pubblico?
R: Il momento prima di ogni spettacolo è sempre critico. L'emozione, che sia la prima o sia la centesima ripetizione, è altissima e la voglia di riuscire a trasmettere un messaggio o una sensazione è tanta. Nel momento il cui inizia l'esibizione, però, la mente si placa e riesco sempre a mantenere la massima la concentrazione.
D: Il circo aereo acrobatico ha molte forme. C'è una disciplina che le piace più delle altre?
R: A seconda del periodo mi sento più appagata da una disciplina piuttosto che da un'altra. Sono passata dal trapezio ai tessuti, dal cerchio alla corda, ma quello che forse è più complicato da lavorare e dunque per certi versi più soddisfacente, è il trapezio doppio: la bravura qui non è solo quella del singolo sull'elemento, ma servono anche una sincronia perfetta con il compagno e una conoscenza profonda delle dinamiche di 'coppia'. Oggi con la compagnia Cadute Dalle Nuvole ci lanciamo in ricerche su nuovi attrezzi che inventiamo noi provando a percorrere nuove strade.
D: E il nuovo spettacolo?
R: Sì, si chiama Impasse. Debutterà nel 2016 e non potrebbe esistere senza Dandelion, anche se sono molto diversi. Oggi mi sento di dire che è Impasse lo spettacolo che più mi è entrato nella pelle. Speriamo che abbia questo effetto anche sul pubblico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso