15 Marzo Mar 2016 1900 15 marzo 2016

Le infermiere della rivoluzione

Da una parte Assad, dall'altra l'Isis e gli altri gruppi integralisti. In mezzo, il popolo siriano massacrato dai bombardamenti. E tante donne che rischiano la vita sperando in un futuro migliore per il proprio Paese.

  • ...
siria bombardamenti

La guerra civile in Siria va avanti da 5 anni. Gardenia, cittadina di Ser'a, l'ha vissuta dal primo giorno, dalle prime proteste contro il regime di Assad alla sanguinaria repressione, culminata in uno scontro che al dicembre 2015, secondo l'Onu, ha causato almeno 250 mila morti. Gardenia credeva nella rivoluzione, e ci crede ancora. Per sostenerla, però, non ha deciso di imbracciare le armi, ma di far valere le sue capacità di infermiera curando i feriti e estraendo dalle macerie le persone in fin di vita.

COORDINAMENTO DA ISTANBUL
Formatasi durante la guerra del Libano, Gardenia ha raccontato la propria vicenda al Daily Beast. Lei e le altre donne si stanno rivelando una vera e propria risorsa strategica per la causa rivoluzionaria. Per molto tempo hanno goduto di un'ampia libertà di movimento rispetto agli uomini, sottovalutate dai soldati di Assad e ignorate, o quasi, ai checkpoint. In questo modo, oltre ad assicurare assistenza medica, hanno potuto anche contrabbandare piccole armi, munizioni, medicine. Ma, comunque, devono operare in segreto. Gardenia, ad esempio, non si chiama davvero così. È stata raggiunta dalla cronista del Daily Beast ad Istanbul, dove si è rifugiata dopo che uno dei suoi fratelli è caduto nelle mani del regime. Dalla Turchia, Gardenia è una delle coordinatrici del Syrian Civil Defense, che comunica ai siriani come comportarsi in situazioni di emergenza.

FUTURO INCERTO
Con l'avvento dell'Isis e di altri gruppi ultraconservatori aderenti all'Islam radicale, la missione di queste donne è diventata più complessa, la possibilità di movimento considerevolmente ridotta. Intanto, molti degli amici di Gardenia sono fuggiti in Germania, mentre lei spiega che le donne rimaste in Siria sono costrette a soccorrere giorno e notte le vittime dei bombardamenti. E anche se spera in un futuro dove i civili possano ricostruire il suo Paese, si dice scettica sulla possibilità che le trattative portate avanti dalla comunità internazionale possano risolversi con un esito positivo per la Siria.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso