7 Marzo Mar 2016 1433 07 marzo 2016

Se il cancro ti ruba la passione

Il tumore al seno porta con sé una problematica spesso poco considerata: quella della sfera intima. Il disagio psicologico si può superare, ma cosa succede se il corpo non risponde più?

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Nella lotta contro il tumore al seno subire una mastectomia significa rinunciare a una parte di sé. Si deve fare amicizia con un aspetto diverso ed è logico che la sessualità ne risulti influenzata. «Per molte donne l’orgasmo dipende dalla stimolazione del seno. È normale, in questi casi, esprimersi in modo diverso sia nel provare soddisfazione sia nel dare piacere al partner. Bisogna prenderne atto e convivere con la nuova condizione», spiega la dottoressa Paola Arnaboldi del team di psico-oncologia dell’IEO (Istituto Europeo di Oncologia di Milano). Si tratta di una mutilazione del corpo femminile e, anche quando si ricorre alla ricostruzione chirurgica, occorre un periodo di elaborazione del lutto per la perdita subita fino a conseguire la piena accettazione di una normalità ritrovata. «Il seno è la parte genitale esposta delle donne, quella che gli altri possono vedere. Se subentra una menomazione, c’è il rischio di avere la sensazione di non piacere più e di scoraggiare qualsiasi approccio sessuale del partner», avverte il sessuologo Marco Rossi.

IL TUMORE DEPRIME IL SESSO
Il tumore al seno inibisce il desiderio sessuale e molte donne non riescono a parlarne senza tabù. «L’aspetto dell’intimità e della sessualità è molto delicato, ma è importante discuterne anche con il partner per superare quelle problematiche che possono condizionare gli equilibri della coppia», spiega la dottoressa Arnaboldi. «Siamo di fronte a un ossimoro perché si distinguono due casistiche. Le donne che hanno accumulato una quantità di stress molto alto, così decidono di chiedere aiuto  e accedere al nostro servizio, e quelle molto reticenti, che non riescono invece a manifestare le problematiche legate alla propria sessualità». Bisognerebbe cercare un aiuto ad hoc? La psicologia clinica e la sessuologia offrono gli strumenti giusti per superare quei blocchi mentali che dipendono da una condizione fisica e mentale sostanzialmente diversa.

SECREZIONI VAGINALI: IL PIACERE È RIDOTTO
Ma il problema non è solo psicologico. La lubrificazione dei genitali, infatti, può variare quando sono somministrate terapie ormonali, e ciò avviene nei casi di tumori biologicamente ormono-responsivi. La durata di questi trattamenti è molto lunga e spesso accompagnano le donne nella menopausa. «Può aumentare il dolore durante il rapporto sessuale e questo sicuramente preclude e rende difficile il raggiungimento di qualsiasi forma di piacere», ci ha spiegato la dottoressa Arnaboldi.

RITROVARE L’INTESA È POSSIBILE
La medicina prova a risolvere il problema tramite terapie di ultima generazione. «Presso il nostro istituto è disponibile il Monnalisa Touch, un trattamento laser riservato alle donne che soffrono dei disturbi dell’apparato genitale conseguenti agli effetti collaterali delle cure», ci ha spiegato la specialista. «Per le pazienti colpite da atrofia vaginale oppure dalla mancanza di lubrificazione sono previste tre o quattro somministrazioni. Il trattamento rinvigorisce l’intesa sessuale aumentando la predisposizione e il piacere della donna». A ciò è importante affiancare un percorso costituito da tecniche cognitivo-comportamentali per liberarsi dalla paura di provare dolore durante il sesso. «L’intimità è prima di tutto una condizione mentale e poi fisica», conclude la psico-oncologa.

IL RUOLO DEL PARTNER È FONDAMENTALE: IL PARERE DEL SESSUOLOGO
Poi c'è il ruolo ricoperto dal partner maschile, che non va assolutamente sottovalutato. «L’uomo deve sempre dimostrare un interesse estetico ed erotico, sia durante la malattia sia nel percorso di cura. Anche se il sesso non si fa, perché magari la donna è concentrata su altre problematiche», ci ha spiegato Marco Rossi. Solo così si può rassicurare la paziente sulla possibilità di esprimere la propria femminilità ed è più facile passare dal mero interesse ad un’attività sessuale più concreta.

GIOCARE SERVE A CREARE IL CONTATTO EMOTIVO
In queste circostanze, ciò che non deve  mancare è il gioco sotto le lenzuola, necessario per rassicurare la propria partner.«Senza indurre un maggiore carico di stress nella donna, si può tentare un approccio con baci e carezze che possono sostituire il rapporto sessuale e aumentare la tensione erotica», raccomanda il sessuologo. Anche se la donna tenterà di ritrarsi (è la stessa ritrosia che può manifestarsi in altre occasioni), il partner deve perseverare nel tentativo di creare un contatto che servirà a rassicurarla.

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