7 Marzo Mar 2016 1352 07 marzo 2016

Incinte per forza

L'unico modo per evitare i parti di bambini microencefalici causati dallo Zika è l'aborto preventivo. Ma in Brasile è proibito. Le future mamme, così, chiedono aiuto sul web. O ricorrono a veleni fai-da-te.

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Brazil Faces New Health Epidemic As Mosquito-Borne Zika Virus Spreads Rapidly

È innocuo per la maggior parte della popolazione, ma per le donne incinte può trasformare la gravidanza in un incubo. È lo zika, il virus trasmesso dalle zanzare e che sembra essere correlato al boom in Sudamerica dei parti di neonati affetti da microencefalia. Un vaccino ancora non esiste. L'unica strada percorribile sembra essere quella dell'aborto preventivo. Ma l'interruzione di gravidanza, in gran parte dell'America Latina, è proibita. In alcuni casi è paragonata all'omicidio. E la pena è il carcere.

UNA PILLOLA PER IL FUTURO
In Brasile, tra i Paesi più colpiti dall'epidemia, l'aborto è permesso solo quando la gravidanza è conseguenza di uno stupro o quando mette a rischio la vita della madre. In tutti gli altri casi, è vietato. Anche quando il feto presenta delle malformazioni. Ma, come racconta La Stampa, esiste un'organizzazione, Women on Web, che ora offre una possibilità a queste donne. Il sito riceve settimanalmente circa 300 mail da parte di donne brasiliane che cercano aiuto per poter abortire con mezzi farmacologici. Si tratta di donne che non possono ricorrere alle cure di cliniche private, dove gli aborti vengono praticati in maniera clandestina e dietro il corrispettivo di ampie somme di denaro. La pillola abortiva richiederebbe un contributo che va tra i 78 e i 100 dollari, ma Women on Web ha deciso di distribuire gratuitamente il farmaco nei Paesi colpiti dalla piaga dello zika.

MORIRE DI ABORTO
Le donne che non hanno i mezzi economici per un aborto sicuro, spesso ricorrono a pericolosi metodi casalinghi, come l'assunzione di veleni fai-da-te, o si affidano alle mani di persone poco esperte che operano in contesti che ignorano le più basilari norme di igiene. In questo modo, Women on Web si pone l'obiettivo di salvare la vita di tante donne che davanti a sé non hanno praticamente alternative: l'Organizzazione mondiale della sanità ha stimato che ogni due giorni una donna brasiliana muore a causa di un aborto clandestino.

L'OPPOSIZIONE DELLA CHIESA
L'emergenza zika, d'altra parte, non sembra voler far cambiare idea alle autorità brasiliane sull'aborto, nonostante le pressioni dell'Onu. Da una parte c'è la forte opposizione della Chiesa (il cristianesimo ha una grande influenza in tutto il Sud America) alle interruzioni di gravidanza. Una linea di condotta confermata anche da Papa Francesco, che ha preferito aprire ai mezzi anticoncezionali, dal suo punto di vista il male minore. Dall'altra un atteggiamento maschilista e machista piuttosto diffuso che, di fatto, impedisce alle donne l'autonomia di scelta sul proprio corpo. Perché non bisogna dimenticare che le donne che chiedono aiuto a Women on Web fanno parte di una minoranza fortunata che dispone di un accesso a internet e di una conoscenza di base dell'inglese. Dietro di loro, c'è un esercito di volti senza nome e senza voce che pagheranno sul proprio corpo, o su quello dei loro figli, tanto gli effetti dello Zika quanto la miopia delle istituzioni religiose e governative.

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