3 Marzo Mar 2016 1100 03 marzo 2016

Femministe, non suffragette

La lotta per il diritto di voto femminile in Gran Bretagna passò attraverso dure battaglie. Mentre in Italia il processo fu lento per via dell'unificazione tardiva: chi erano le pioniere di casa nostra.

  • ...
Votes For Women

Il 3 marzo è uscito nei cinema italiani Suffragette, il film che ripercorre la storia coraggiosa e drammatica dell'emancipazione femminile in Gran Bretagna che portò alla conquista del diritto di voto nel 1928.
La pellicola diretta da Sarah Gavron racconta il dramma nella Londra dei primi anni del Novecento con Karey Mulligan, protagonista insieme ad un cast in cui spiccano Helena Bonham Carter e Meryl Streep: una storia poco conosciuta, specie per le giovani generazioni che non sanno quali grandi battaglie sono dietro a un diritto basilare civico come il voto alle donne.

EMMELINE, LA PIONIERA
Nel 1903 Emmeline Pankhurst (interpretata nel film da Meryl Streep) fondò in Inghilterra un'organizzazione che si batteva per il riconoscimento del suffragio universale femminile le cui seguaci furono definite «Suffragette», un nome derisorio che esprimeva disprezzo nei loro confronti e voleva metterle in ridicolo. Nel suo diario, la Pankhurst scriveva così delle differenze nell'educazione tra maschi e femmine: «L'istruzione dei maschi era considerata un argomento molto più serio che l'istruzione delle femmine. I miei genitori discutevano la questione dell'istruzione di mio fratello come un argomento di grande importanza. Si occupavano invece molto meno dell'educazione da dare a me e alle mie sorelle».

SCIOPERI DELLA FAME  E MANIFESTAZIONI VIOLENTE
Le suffragette dovettero affrontare ostacoli e pregiudizi incrollabili nei confronti del genere femminile: messe in ridicolo dalla stampa, i loro comizi si tenevano in mezzo all'indifferenza e all'ostilità della gente, la polizia le prendeva di mira.
Per far sentire la loro voce tentarono i metodi più plateali: si incatenavano ai lampioni del gas per non essere portate via durante le manifestazioni, facevano scioperi della fame. Nel 1911 le loro lotte, inascoltate, divennero violente: distruggevano le vetrine dei negozi, intasavano le cassette postali, appiccavano il fuoco in alcune stazioni ferroviarie. Dopo anni di lotte, le donne inglesi ottennero il diritto di voto il 2 luglio del 1928.

IL FEMMINISIMO IN ITALIA
In Italia il percorso fu in parte rallentato dall'unificazione avvenuta solo nel 1861. Prima di allora era frazionata in un mosaico di Stati a volte ostili tra loro: situazione che non facilitava la diffusione della coscienza femminile. Nel nostro Paese la lotta per l'emancipazione della donna si accese quindi in ritardo rispetto al resto dell'Europa, Inghilterra in primis. Fu quando, con la rivoluzione industriale, l'industria italiana dovette contare su un'alta percentuale di manodopera femminile che la causa cominciò a interessare l'opinione pubblica. Nel 1919 le donne ottennero l’emancipazione giuridica, ampliando le funzioni di tutela, vedendosi riconosciuta la facoltà commerciale e facendo abolire l’obbligo dell’autorizzazione maritale sulla gestione dei propri beni e per rendere testimonianza in giudizio. Nel 1923 ottennero il diritto di voto alle elezioni amministrative, ma tale diritto non trovò applicazione a causa della riforma fascista degli enti locali. Per il riconoscimento del suffragio universale bisognava attendere il 1946.

LE ITALIANE IN PRIMA LINEA
Ai primi nuclei femminili organizzati aderirono in un primo tempo le donne della borghesia alle quali si affiancarono successivamente le masse femminili cattoliche e socialiste. Tra queste, sostenute dal partito socialista, si distinsero Giuditta Brambilla, Carlotta Clerici, Anna Kuliscioff e Anna Maria Mozzoni che diedero un notevole contributo alla divulgazione della condizione femminile.

ANNA MARIA MOZZONI
«Che fa la penna in mano a una donna se non serve alla sua causa, come a quella di tutti gli oppressi?». Anna Maria Mozzoni, nata a Milano nel 1937, fu forse la figura più importante della vita politica italiana e internazionale fra Otto e Novecento. Giornalista e pioniera del femminismo, si batté per tutta la vita per la concessione del voto alle donne, presentando mozioni al Parlamento italiano nel 1877 e nel 1906. Nel 1878 rappresentò l'Italia al Congresso internazionale per i diritti delle donne di Parigi. L'anno seguente fondò a Milano la 'Lega promotrice degli interessi femminili'. Avvicinatasi al movimento socialista, nei primi anni del Novecento criticò le proposte di tutela del lavoro femminile sostenute da Anna Kuliscioff, convinta che avrebbero legittimato differenziazioni salariali.

ANNA KULISCIOFF
Nata nel 1855 a Sinferopoli (Crimea), fu un'anarchica e medico italo-russa, tra i principali esponenti e fondatori del Partito Socialista Italiano. Ebbe parte attiva nella lotta per l'estensione del voto alle donne tanto che, col suo sostegno, nel 1911 nacque il Comitato Socialista per il suffragio femminile. Ma nonostante il suo impegno politico nel 1912 una legge di Giolitti sull'istituzione del Suffragio universale solo maschile, estese tra il diritto di voto anche agli analfabeti che avessero compiuto i trent'anni, ma continuò ad escludere le donne dal diritto di voto.

GIUDITTA BRAMBILLA
Nata a Vimercate nel 1852, Giuditta Brambilla era una sarta. Fu una delle prime organizzatrici sindacali delle masse femminili milanesi. Nel 1881 fondò la prima Lega promotrice degli interessi femminili assieme a Mozzoni. Con Carlotta Clerici, Linda Malnati e Anna Kuliscioff agli inizi del 1890 diede vita la sezione femminile della cdl. In rappresentanza delle Figlie del Lavoro di Milano, nel 1892 partecipò al Congresso del Psi; l’anno successivo fondò la Lega per la tutela degli interessi femminili.

CARLOTTA CLERICI
Nata a Milano nel 1951, diplomata maestra elementare, nel 1890 fu tra le fondatrici della sezione femminile della Camera del Lavoro della sua città e nel 1892 s’iscrisse al PSI, all’interno del quale nel 1897 costituì il movimenti femminile socialista assieme ad Anna Kuliscioff e Linda Malnati. Dal 1912 fu delegata della Federazione delle Mutue al Consiglio Superiore del Lavoro. Fu anche promotrice della campagna per il suffragio femminile con l’Unione Femminile. Dal 1907 collaborò al giornale femminista L’Alleanza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso