28 Gennaio Gen 2016 1640 28 gennaio 2016

L'aperitivo come terapia di gruppo

Life for Paris è l'associazione che riunisce i sopravvissuti degli attacchi terroristici del 13 novembre. Ogni settimana si incontrano al bar per elaborare il trauma e sentirsi meno soli: «Abbiamo scelto di aiutarci, provare a uscirne assieme».

  • ...
<<enter caption here>> on November 14, 2015 in Berlin, Germany.

Sono passati due mesi e mezzo dagli attentati terroristici che la sera del 13 novembre 2015 hanno sconvolto Parigi e la Francia intera. A pagarne il prezzo più caro, con la vita, sono state 130 persone. Poi ci sono quelli che sono rimasti, i sopravvissuti, che l'ha vita ce l'hanno ancora, fortunatamente, davanti. Ma per loro niente più è come prima. Sono gli «scampati al Bataclan».

L'ASSOCIAZIONE CHE RIUNISCE I SOPRAVVISSUTI
Per aiutarli, renderli uniti, incoraggiarli al dialogo, come racconta Il Corriere della Sera, è nata l'associazione Life for Paris, la cui pagina Facebook conta poco più di 5 mila iscritti: persone rimaste ferite negli attacchi, ragazzi che erano al Bataclan per il concerto degli Eagles of Death Metal, e ancora infermieri, medici, agenti che quella tragica sera hanno prestato soccorso. «Tutti noi abbiamo avuto delle vite prima, e avremo tutti delle vite dopo. Vogliamo uscire da questo stato intermedio, non restare imprigionati in eterno nel ruolo delle vittime salve per miracolo. Gli psicologi ci consigliano di farlo assieme, di parlarne tra di noi, di buttare tutto fuori». Per elaborare il cossidetto stress post traumatico.

GLI APERITIVI TERAPEUTICI
«Anche se io fossi Mark Zuckerberg, credo che mi definirebbero 'fondatore di Facebook e scampato al Bataclan', e così mi sento. Qualsiasi cosa facessimo prima, il Bataclan è probabilmente la cosa più importante che ci sia mai capitata, siamo marchiati a vita», dice Arthur, un ragazzo che assieme a due fondatrici anima l’associazione. «Abbiamo scelto di aiutarci, di provare a uscirne fuori assieme», racconta. «Ogni settimana organizziamo questi aperitivi terapeutici, lontano dalle telecamere, che sono dei momenti in cui gli scampati si ritrovano in un locale per bere un bicchiere. Possiamo parlare di calcio, di musica o di vacanze, ma sappiamo che c’è qualcosa di profondo che ci unisce. Ci sentiamo meno soli, c’è qualcosa di rassicurante nel fare le cose insieme, tra di noi. Non dobbiamo fingere, immaginiamo i pensieri nascosti nella testa di ognuno».

IL RITORNO DEGLI EAGLES OF DEATH METAL AL BATACLAN
Anche a Parigi si riproduce la logica della trincea propria delle guerre: solo chi è stato sdraiato davanti al palco sotto i colpi del kalashnikov può capire. L’associazione si fonda su questa inevitabile frattura tra «noi» e «loro», tra gli «scampati» e i «normali», spiegano. «Quel che abbiamo vissuto unisce noi e ci allontana dagli altri, per il momento è inevitabile. La nostra associazione ha senso adesso, se tra dieci anni non lo avrà più vorrà dire che avremo raggiunto il nostro scopo». Il 16 febbraio gli Eagles of Death Metal, reduci anche loro, torneranno al Bataclan per finire il concerto interrotto dai colpi di kalashnikov.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso