21 Gennaio Gen 2016 1941 21 gennaio 2016

L'app che 'agevola' i bulli

Si tratta di Blindspot, strumento che consente ai fruitori di inviare messaggi senza rivelare la propria identità. Il pericolo, per molti, è che possa aprire la strada alla prepotenza digitale, facilitando offese e insulti anonimi.

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Il fratello della modella Bar Rafaeli, Dor, ha inventato un'app che fa molto discutere in Israele. Si tratta di Blindspot, pubblicizzata come lo strumento perfetto «per chiacchierare o flirtare, per rivelare i propri segreti senza svelare l'identità». L'applicazione consente infatti di mandare messaggi anonimi alle persone presenti nella lista dei contatti di ciascun utente.

APRE LA STRADA AI BULLI DIGITALI
Secondo quanto riportato dal Corriere, la polemica ruota intorno al pericolo che lo strumento possa aprire la strada ai bulli digitali per insultare, attaccare, denigrare in anonimato. La società Shellanoo ha risposto alle critiche affermando che per ricevere i messaggi bisogna aver scaricato l'applicazione e che, anche nel caso in cui un utente dovesse ricevere insulti gratuiti, avrebbe la possibilità di bloccare la conversazione senza particolari difficoltà.

UN'APP CHE VA BANDITA
Intanto nei negozi online di Google e Apple, Blindspot è tra le applicazioni più scaricate: due deputati della Knesset hanno intimato entrambe le aziende americane a prendere provvedimenti e di rimuoverle dai loro store, minacciando, in caso contrario, di sostenere una legge per bandirla. Anche i genitori si sono attivati per boicottare la creazione di Rafaeli mettendo in rete un video nel quale una famiglia piange, riunita intorno a una fossa, su una bara che porta il simbolo (una faccina con la benda) dell'app. Sembra quindi che Blindspot, secondo i più, debba essere al più presto 'seppellita', in difesa, soprattutto, dei più piccoli.

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