15 Gennaio Gen 2016 1331 15 gennaio 2016

Adozioni gay, i cattolici del Pd frenano

Il ddl Cirinnà prevede l'estensione della stepchild adoption alle coppie omosessuali. Ma alcuni senatori del Partito Democratico preferirebbero l'affido rafforzato. Intanto, l'opposizione parla di abomini e aberrazioni.

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Stepchild adoption? No, meglio l'affido rafforzato. L'area cattolica del PD prova a mettere i bastoni tra le ruote al ddl Cirinnà sulle unioni civili, e lo fa attaccando uno dei suoi punti più controversi: la possibilità, per gli omosessuali, di adottare il figlio del coniuge. Un diritto che, in Italia, esiste già dal 1983, ma che vale solo per le coppie etero.

LIBERTÀ DI COSCIENZA
L'emendamento presentato da alcuni senatori cattolici del Pd propone, appunto, l'affido rafforzato, che non permette l'adozione piena fino al compimento dei 18 anni di età del figlio, come spiega La Stampa. Le prime indiscrezioni provenienti dall'area del Pd e riportate da Repubblica, però, sostengono che la strada dell'affido rafforzato verrà abbandonata. Il ddl Cirinnà verrà portato in aula così com'è, e solo in seguito si cercherà di sciogliere i nodi più caldi, su cui si gioca l'approvazione della legge sulle unioni civili. La parola d'ordine dettata da Renzi, comunque, sembra essere 'libertà': vale a dire che i parlamentari del Pd potranno votare secondo la loro coscienza e le loro convinzioni.

ABOMINI, MARZIANI E ABERRAZIONI
La discussione sul ddl, intanto diventa sempre più accesa. Tante le prese di posizione, favorevoli e contrarie. Mentre gli ex deputati di Sel confluiti nel Pd non vogliono cedere di un millimetro sulla stepchild adoption, dall'altra parte Giovanardi teme che possa aprire le porte alla pratica dell'utero in affitto. Bersani, pur dicendosi desideroso di rispettare l'opinione di tutti, vuole che la stepchild adoption rimanga così com'è nel ddl. Cicchitto di Area Popolare ricorda che il suo partito aveva già previsto questa situazione di quasi-stallo, causata, a suo parere, da una scarsa mediazione. Netta la posizione di Forza Italia. Gasparri parla del pericolo di «stravolgimenti antropologici e [...] vere e proprie aberrazioni». Posizione ribadita da Andrea Zappacosta, presidente dell'associazione giovanile legata a FI Azzurra Libertà, che per l'adozione usa il termine «abominio». Matteo Salvini, dal canto suo, sa bene che i diritti civili non sono tra le prime preoccupazioni del suo elettorato: «Ma vi pare normale che, con tutti i problemi che ci sono in Italia, il governo e il Pd stiano litigando sulle adozioni gay? Io sono e rimarrò contrario, ma questi vivono su Marte...».

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