7 Gennaio Gen 2016 1339 07 gennaio 2016

Se il colloquio è sessista

Hai figli? Sei sposata? Sono solo due delle domande inappropriate che può capitare di vedersi rivolgere quando si è in cerca di un lavoro. Ecco sei consigli su come rispondere.

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Secondo una recente ricerca citata dal Telegraph, durante i colloqui di lavoro le donne rischiano di vedersi rivolgere domande poco attinenti in una misura tre volte maggiore rispetto agli uomini. «Sei sposata? Vuoi dei figli?». Oppure: «Saresti capace di gestire un team di soli uomini?». Sono solo alcune delle domande sessiste rivolte più di frequente nel corso dei colloqui di lavoro. Lo sa bene, ad esempio, Paola Filippini, che su Facebook aveva raccontato di essere stata cacciata per essersi rifiutata di rispondere a domande simili. Non si può, però, e non si deve piegare la testa di fronte a queste sottili forme di discriminazione, ma bisogna imparare a rispondere nel modo giusto. Come? Ecco i 6 consigli che l'esperta del mondo del lavoro Lisa LaRue ha suggerito al Telegraph.

CHIEDETE SE È RILEVANTE
Una domanda relativa al vostro status sentimentale verosimilmente non ha nessuna attinenza con il lavoro che andrete a svolgere. Prima di perdere la pazienza, però, provate a chiedere esplicitamente al vostro interlocutore se la domanda che vi ha posto è effettivamente rilevante, e per quale motivo. Se non riescono a trovare una valida giustificazione, siete autorizzate a non rispondere.

DIFENDETE I VOSTRI DIRITTI
È possibile che, per puro caso, le vostre risposte alle domande sessiste incontrino il favore dell'intervistatore. Se però vi siete accorte che la domanda non è adeguata, non rispondete comunque: è importante che i responsabili delle risorse umane capiscano che nessuna donna è disposta a prestarsi al loro gioco discriminatorio.

SIATE ASSERTIVE
Dite le cose come stanno, senza girarci attorno. Dovete essere dirette e sicure di voi, ovviamente sempre rimanendo nei limiti imposti dalla buona educazione. Secondo Lisa LaRue, una risposta del tipo: «Non credo che questo possa avere alcun tipo di influenza sulla mia abilità nel compiere il lavoro» è più che sufficiente.

VOLGETE LA SITUAZIONE A VOSTRO FAVORE
Qualora vi chiedessero se sareste in grado di sopportare un linguaggio volgare o il lavoro alla guida di un team maschile, rispondete ribadendo quali sono le vostre qualità, magari citando le vostre capacità comunicative o esperienze simili in passato dove non avete riscontrato alcun tipo di problema.

VOLETE DAVVERO LAVORARE PER LORO?
Se tutte queste domande vi vengono effettivamente rivolte, potrebbe trattarsi di un indizio sulla cultura e sul tipo di etica di cui è permeata quell'azienda. Potrebbe essere il caso di chiedersi se, effettivamente, siete davvero disposte a lavorare per un'azienda del genere.

FORSE È UN TEST
Infine, uno spiraglio di speranza: può esserci la possibilità, più o meno remota, che alcune di queste scomode domande fungano in realtà da test attitudinale, per capire se siete in grado di gestire imprevisti e momenti delicati. Valgono i suggerimenti scritti sopra: siate assertive ed educate.

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