7 Gennaio Gen 2016 1256 07 gennaio 2016

C'è il Ramadan: esami anticipati

In Gran Bretagna il calandario delle prove di maturità potrebbe cambiare per tutelare gli studenti musulmani che dal 5 giugno al 6 luglio dovrebbero sostenere i test a digiuno, rischiando così peggiorare il rendimento.

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Ramadan Begins In Indonesia

Il calendario degli esami di maturità nel Regno Unito (i cosiddetti GCSE ed A Level) potrebbe subire delle variazioni per andare incontro alle esigenze degli studenti musulmani: il periodo di Ramadan, infatti, nel 2016 cade fra il 6 giugno e il 5 luglio. Così, per tutelare gli studenti di religione musulmana, che durante l'estate dovrebbero sostenere le sessioni mentre sono a digiuno rischiando quindi di non sostenere i test nelle condizioni migliori, le autorità scolastiche del Regno stanno studiando una serie di variazioni. Secondo l'Independent, gli esami delle materie più importanti - come ad esempio matematica e inglese - potrebbero essere anticipati all'inizio delle sessioni, nel mese di maggio, o spostate in un'ora del giorno in cui è minore l'impatto per gli studenti a digiuno. Un segnale di apertura significativo, che arriva dal Joint Council for Qualifications, l'organismo scolastico che regola il calendario degli esami, che si è detto pronto ad andare incontro alle esigenze dei diversi gruppi ma ha ricordato anche che è ristretto il periodo in cui si possono svolgere le sessioni e che oltre a questo ci sono altre limitazioni come l'elevato numero di candidati e le molte materie presentate agli esami.

RISCHIO DISIDRATAZIONE E DIGIUNO
Dato il peso del voto conseguito, i responsabili della JCQ hanno pensato di trovare un modo per evitare disagi agli studenti  che durante il Ramadan non possono mangiare e bere finché non cala il sole. Arrivare ai test disidratati e affamati potrebbe significare per gli alunni fallire un esame che avrà ricadute pesanti sul loro futuro. Per trovare una soluzione favorevole per tutti il Joint Council for Qualification sta cercando contatti con le associazioni dei presidi, dei docenti e delle comunità religiose in modo da arrivare a una scelta concertata. Anne Longfield, deputato che coordina la commissione parlamentare che si occupa di infanzia ed educazione, ritiene che questo tipo di attenzione sia la testimonianza del fatto che gli individui vengono prima di tutto.

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