30 Dicembre Dic 2015 1746 30 dicembre 2015

Angela, uccisa da una «complicanza rarissima»

La task force istituita dal ministro della Salute al Sant'Anna di Torino sul caso della 39enne morta con la figlia durante il parto ha rilevato che «non vi sono state criticità cliniche e strutturali da parte di personale o struttura».

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Una «complicanza rarissima e imprevedibile»: sarebbe questa la causa della morte durante il parto di Angela Nesta (39 anni) e della sua bimba per l'ospedale Sant'Anna di Torino, che il 30 dicembre ha ricevuto gli ispettori ministeriali per fare luce sulle cause della tragedia. Secondo l'ospedale, «non vi sono state criticità cliniche e strutturali da parte di personale o struttura».
La precisazione del Sant'Anna è arrivata al termine dell'ispezione della task force istituita dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, e attivata in casi di sospetti errori sanitari. Ne fanno parte rappresentanti di Ministero, Agenas, Nas, Regioni e Società Scientifiche. Erano presenti anche dirigenti e sanitario della Città della Salute e della Scienza di Torino, l'Asl di cui l'ospedale Sant'Anna fa parte. Nel corso del sopralluogo, la task force ministeriale ha verificato il percorso clinico della persona assistita. Gli ispettori si sono riservati di presentare una dettagliata relazione al Ministero della Salute.

LA RABBIA DEL PADRE DI ANGELA
«Hanno ammazzato mia figlia e la mia nipotina», aveva detto pieno di rabbia Pietro Nesta, padre e nonno delle due vittime. «Angela è andata la prima volta in ospedale il 21 dicembre 2015 perché sentiva le contrazioni. Dopo il tracciato è stata mandata a casa». «Il 23 è stata ricoverata. Dicevano che andava tutto bene», ha aggiunto. «L’ultima volta che l’ho vista aveva un dolore all’addome. Poi i medici ci hanno detto di andare a casa. Da allora ho solo saputo che è morta insieme alla bambina e nessuno mi ha dato uno straccio di spiegazione», ha proseguito l'uomo chiedendo giustizia per la piccola e la sua mamma. Ma secondo il ministero non ci sarebbero responsabilità mediche dietro alla tragedia.

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