24 Dicembre Dic 2015 1352 24 dicembre 2015

Botte a luci rosse

Si chiama Ultimate Surrender e vede una serie di lottatrici affrontarsi a suon di cunnilingus e palpate più o meno estreme. Alle sconfitte tocca l'umiliazione più grande: la penetrazione.

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C'è probabilmente un solo contesto al mondo in cui il cunnilingus da momento di piacere si trasforma in una pratica di umiliazione e sottomissione: stiamo parlando dell'Ultimate Surrender, il campionato di lotta libera tutta al femminile dove wrestling e pornografia lesbo si uniscono in un abbraccio inestricabile fatto di muscoli, seni strizzati e penetrazioni a suon di dildo.

DALLA LOTTA AL SESSO
Il fenomeno è stato raccontato da Vocativ.com, che ha spiegato nei dettagli come funziona e, soprattutto, come ha fatto a conquistare così tanti fan. Le competizioni, infatti, vengono regolarmente filmate e pubblicate sul sito UltimateSurrender.com, nato nel 2004 e in costante ascesa. Sembra superfluo dirlo, ma la lotta libera, con il suo intrico di corpi più o meno sudati  e i muscoli sotto sforzo, è sempre stata intrinsecamente erotica, sebbene prerogativa soprattutto del mondo maschile. L'intuizione dei fondatori dell'Ultimate Surrender sta proprio nell'aver reso palese la tensione sessuale tra i lottatori. Anzi, tra le lottatrici: perché alla fine si parla pur sempre di porno, di cui i maschietti sono di gran lunga gli utenti più assidui. Scelta obbligata, dunque, anche perché l'epigono gay non sta avendo la stessa fortuna.

I 'PUNTI VERGOGNA'
Ma come funziona il pornowrestling? La stragrande maggioranza degli incontri vede contrapposte due atlete che si affrontano su un ring spoglio. A breve distanza, un tabellone che serve a tenere conto dei cosiddetti punti vergogna, accumulati qualora si riesca a eseguire determinate mosse ai danni dell'avversario: cunnilingus, masturbazione, strizzata di seni, facesitting e via dicendo. L'atleta vincitrice conquista il diritto a dominare sessualmente la ragazza sconfitta: solitamente, indossando uno strapon e penetrandola vigorosamente, facendo bella mostra dei muscoli che l'hanno condotta alla vittoria e vomitando una serie di insulti all'indirizzo della sottomessa.

IL PIACERE PORNOSPORTIVO
La giornalista di Vocativ.com ha assistito in prima persona a uno di questi incontri ed è rimasta colpita dall'atmosfera particolare che si respira tra il pubblico, composto sì da uomini, ma molto diverso rispetto a quello che si può trovare in un qualsiasi night club. Ciò che eccita gli spettatori non è tanto la nudità delle lottatrici (certo, ha la sua rilevanza), ma proprio l'aspetto sportivo e competitivo. Che poi si sublima, appunto, nella sottomissione sessuale.

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