16 Dicembre Dic 2015 1003 16 dicembre 2015

Il boss è donna

Blitz dei carabinieri contro le cosche palermitane. A capo dell'organizzazione c'era Teresa Marino, moglie del padrino Tommaso Lo Presti. Tra i suoi compiti, anche la gestione delle finanze del clan.

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Associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga: sono solo alcune delle accuse che pendono sul capo di ben 38 persone fermate dai carabinieri del comando provinciale di Palermo su un ordine emesso dalla Direzione distrettuale antimafia. Un'organizzazione nata dall'alleanza tra due clan, quelli di Bagheria e di Porta Nuova, e che avrebbe avuto al suo vertice una donna: Teresa Marino.

RESPONSABILE DELLA CASSA
Teresa Marino è la moglie del boss Tommaso Lo Presti. Secondo le prime indiscrezioni, la Marino avrebbe gestito gli affari delle due cosche seguendo gli ordini che il marito le faceva arrivare dal carcere, dedicandosi in particolare, come emerso dalle intercettazioni, alla gestione finanziaria: «Questa mattina ho visto il conto, cioè mi sono rimasti quindicimila euro». Tra le principali preoccupazioni della donna, c'era quella di fornire un sostegno economico ai famigliari dei detenuti, tanto che a volte si diceva pronta a provvedervi personalmente: «Glieli stavo dando io... di tasca mia».

«AUTOREVOLEZZA ED EFFICIENZA»
Un compito a dir poco delicato. Nell'ultimo periodo, infatti, anche le cosche mafiose avevano risentito della crisi economica, ed era diventata sempre più impellente la necessità di riorganizzare le finanze, nell'ottica di una vera e propria spending review. Teresa Marino aveva inoltre la responsabilità di tenere sotto controllo i vari affiliati, monitorandone e coordinandone costantemente le attività, soprattutto nel traffico degli stupefacenti. Un compito che, secondo i magistrati, la Mannino eseguiva con «autorevolezza ed efficienza».

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