2 Dicembre Dic 2015 1433 02 dicembre 2015

Sexting sì ma con la testa

Sette regole per i minori (e non solo) per evitare di diventare vittime del fenomeno elaborate dal gruppo inglese Self Esteem Team.

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Ormai la media è quella di un caso di 'sexting' al giorno, cioè di invio via smartphone di fotografie di nudo. Immagini hard, che ritraggono parti intime o persone in atteggiamenti sessualmente espliciti. Spesso le ragazzine le spediscono al fidanzatino, poi le immagini iniziano a circolare e per le persone ritratte si trasformano in un incubo, visto che possono dare il via a episodi di bullismo o persino a ricatti.
Il 'sexting' tra gli adolescenti nel Regno Unito è ormai un’emergenza, dato che il 12% dei giovani tra gli 11 e i 16 anni amette di aver già visto o ricevuto messaggi sexy online. Ma anche in Italia i numeri sono preoccupanti. Nel nostro Paese i giovani tra i 12 e i 18 anni vittima del fenomeno sono passati dal 10,3% del 2011 al 25,9% nel 2012. Ancora risulta che nella fascia tra i 16 e i 18 anni almeno uno su 10 si sia trovato in difficoltà per aver postato una propria foto di nudo.
Un fenomeno che si diffonde ovunque, insomma, tanto che Oltremanica un gruppo composto da tre specialiste ha cominciato a occuparsi di questo argomento negli incontri nelle scuole dedicati agli adolescenti e ai loro problemi. Il gruppo si chiama Self Esteem Team, cioè squadra dell’autostima, e ha messo a punto una serie di sette regole di comportamento per i ragazzini per evitare di diventare vittime di 'sexting'.

PRIMA DI TUTTO LA CONSAPEVOLEZZA
Bisogna tenere conto del fatto che le immagini spedite online possono diventare di dominio pubblico. Sono mandate a una persona specifica ma la catena dei contatti è infinita e basta che finiscano nelle mani di un individuo irresponsabile per arrivare a una circolazione planetaria. Quindi, se si decide di fare sexting bisogna venire a patti con il rischio che si potrebbe essere scoperti. Secondo una ricerca recente, del resto, l’88% del fenomeno passa per i social network, che non sono esattamente il luogo della riservatezza.

ESSERE SEMPRE SE STESSI
Consiglio chiave, soprattutto per ragazzini e ragazzine che non hanno grande coscienza di sé. Devono ricordare di non postare mai immagini di nudo di altre persone (prese magari da Internet o dall’archivio di amici e conoscenti) fingendo che siano selfie. Non conviene fare finta di essere qualcun altro, perché in questo caso specifico si possono generare problemi gravi. Quanto alle foto, non bisogna mai far circolare nemmeno i ritratti delle persone con cui si fa sexting. È una questione di privacy, ma anche di fiducia.

RESTARE NELL'OMBRA
Quando ci si dedica al Sexting il principio fondamentale da ossequiare è quello dell’anonimato. Non si deve mai condividere la propria posizione, dare dati personali, far capire dove si va a scuola o in che zona si abita, diffondere il contatto di Facebook. Il cybersex è una questione virtuale: non occorrono né carta di identità né certificati.

DIVENTARE MANIACI DELLA PULIZIA
L’altra cosa importante è non lasciare tracce. Nel senso che se si decide di fare sexting bisogna anche ricordare che salvare sul telefono o sul tablet fotografie e messaggi può diventare pericoloso. A vari livelli, perché gli amici che fanno scorrere la vostra gallery potrebbero scoprire tra le immagini della cena in pizzeria e quelle delle vacanze sulla neve anche qualche foto di nudo un po’ spinta. Email, messaggi Facebook e fotografie su Instagram sono decisamente più accessibili di quelle chiuse nel cassetto e quindi rischiano di finire fuori controllo.

USARE LA DISCREZIONE DI UN AGENTE SEGRETO
Chi davvero ha deciso a dedicarsi al Sexting deve tenere conto del fatto che non può farsi scoprire. Quindi si devono mandare messaggi in cui si chiedono immagini o contatti solo attraverso sistemi cifrati. Nel Regno Unito, ad esempio, si usano gli acronomi. 'GNRN'  significa 'Get naked right now', cioè spogliati adesso, mentre 'cu46' ovvero 'See you for sex' si può tradurre come 'vediamoci per fare sesso'. Ma il codice non deve essere universale, quindi spazio alla fantasia e ai giochi di parole.

ROMPERE IL SILENZIO
Se nonostante queste avvertenze e consigli si finisce nel mirino di qualcuno che vuole approfittare delle immagini di sexting che ha recuperato per ricattare, la regola da non dimenticare è che bisogna parlare. Contattare i professori o i genitori, chiedere informazioni alla polizia, far presente il caso. Mantenere il silenzio per pudore o per vergogna o perché si temono le reazioni, significa creare le condizioni ideali per conseguenze peggiori.

UNA QUESTIONE DI RISPETTO
Come spiegano le esperte del Self Esteem Team, il rispetto deve essere l’elemento chiave. Sia quello che chi riceve l’immagine ha per chi la spedisce, che permette di evitare diffusioni a maschia d’olio, sia il rispetto che chi manda le foto nutre per sé stesso. Un problema psicologico forse più profondo, soprattutto per le ragazzine e i ragazzini di 14 o 15 anni, ancora in cerca della propria identità e di un autentico equilibrio.

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