30 Novembre Nov 2015 1325 30 novembre 2015

Il preside che (non) ha cancellato il Natale

Marco Parma è il dirigente scolastico accusato di non voler dare spazio ai tradizionali festeggiamenti in vista del 25 dicembre. Ma la storia è un po' diversa. Intanto, i politici fanno a gara per visitare la scuola di Rozzano.

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«Christmas is cancelled»: il Natale è cancellato. È arrivata perfino nel Regno Unito la notizia del preside di Rozzano che, stando a quanto riportato da numerosi quotidiani nella giornata del 27 novembre, avrebbe bandito dal suo istituto le celebrazioni delle festività natalizie. Una vicenda che aveva suscitato un'indignazione diffusa e praticamente bipartisan. A poche ore di distanza dalle polemiche, la vicenda si arricchisce di un nuovo capitolo, probabilmente quello conclusivo: il preside sotto accusa, Marco Parma, ha annunciato le sue dimissioni. Rivelando che, in realtà, i fatti sono andati in maniera molto diversa rispetto a quanto raccontato dai media.

QUELLO CHE DICE IL PRESIDE
«Non esistono iniziative 'cancellate' o 'rinviate'», spiega Parma, cercando di fare chiarezza. «L’unico diniego che ho opposto riguarda la richiesta di due mamme che avrebbero voluto entrare a scuola nell’intervallo mensa per insegnare canti religiosi ai bambini cristiani: cosa che continuo a considerare inopportuna». Questo, almeno, è quanto si legge nella circolare del 28 novembre in cui il preside Parma annuncia di aver rimesso il mandato agli organi competenti. Parole che, se veritiere, fanno pensare a uno scenario ben diverso rispetto all'apocalittica 'cancellazione del Natale' vaneggiata da più parti. Altrettanto fasulla sarebbe la voce che attribuisce a Parma la rimozione dei crocefissi dalle classi: «non ho mai fatto rimuovere crocefissi né dalle aule del Comprensivo Garofani né da quelle delle altre scuole [...] per un motivo molto semplice: non c’erano».

LA RUSSA E GELMINI DAVANTI ALLA SCUOLA
Parole e precisazioni che, probabilmente, sono destinate a cadere nel vuoto. Le reazioni di Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d'Italia sono state fulminee: chi ha voluto regalare presepi (una tradizione che affascina anche i bambini non cristiani), chi invece ha organizzato un presidio davanti ai cancelli della scuola. La scusa è sempre quella: la salvaguardia delle radici, dell'identità, la lotta all'Isis e chi più ne ha più ne metta. Così, riferisce l'Ansa, la mattina del 30 novembre a Rozzano si sono succeduti in rapida successione Ignazio La Russa e Mariastella Gelmini, che ha intonato Tu scendi dalle stelle davanti alla sede di via Milano.

SALVINI: «CANZONI DI NATALE? CI SONO COSE PIÙ IMPORTANTI»
Non tutti i genitori, però, hanno apprezzato la piega politica che ha assunto la vicenda. Lo sventolio di bandiere di Fratelli d'Italia e della Liga Veneta hanno fatto gridare «Vergogna!» a molti genitori. Vale la pena ricordare che anche il primo ministro Matteo Renzi ha strigliato il preside: «Il Natale è molto più importante di un preside in cerca di provocazioni». A dir poco intransigenti, invece, suonano le parole dell'assessore all'istruzione della Lombardia Valentina Aprea: «Riportare i presepi e i canti religiosi nelle scuole è il nostro impegno. E, anche se non abbiamo competenze dirette, andremo a verificare dove questo non si fa. Faremo sentire la pressione delle autorità regionali su attività didattiche eventualmente tese a mortificare le nostre tradizioni». Curiosa, benché parziale, la marcia indietro di Salvini: «Ora, però, occupiamoci di soffitti, lavagne e muri che sono le cose più importanti, non le canzoni di Natale».

C'È CHI DIFENDE IL PRESIDE
A dispetto delle apparenze, però, l'opinione pubblica è tutt'altro che compatta nel condannare le decisioni del preside Parma. Secondo l'Ansa, la discussione fuori dai cancelli tra le due 'fazioni' sarebbe in alcuni casi particolarmente accesa. Domenica 29, intanto, un gruppo di genitori e insegnanti si era già riunito davanti alla scuola per manifestare il proprio sostegno e la propria fiducia al preside, chiedendo che la loro presa di posizione non venisse strumentalizzata.

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