24 Novembre Nov 2015 1810 24 novembre 2015

Mutilazione genitale, il Gambia dice basta

Il presidente dello Stato africano ha annunciato che d'ora in poi l'orribile pratica inflitta a milioni di donne verrà vietata per legge. Una decisione storica, a cui si è arrivati grazie anche alle pressioni degli attivisti.

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Niente più mutilazioni genitali per le donne del Gambia. O meglio, il Paese africano ha annunciato che a breve metterà fuorilegge la terribile pratica che ogni anno viene imposta a circa 100 milioni di donne africane e medio-orientali. L'iniziativa è stata annunciata dal presidente Yahya Jammeh in persona, come riferisce il Guardian.

UNA DECISIONE CORAGGIOSA
Non sono state ancora discusse, però, le modalità con cui la legge verrà promulgata né quali provvedimenti verrano adottati affinché la legge venga rispettata, anche nelle aree più remote e più tradizionaliste del Paese. Tra le donne che si sono schierate in prima linea nella campagna antimutilazioni che ha spinto il presidente a dare l'annuncio, c'era anche Jaha Dukureh, supportata attivamente dal Guardian. La Dukureh ha sottolineato che il Presidente, con questo annuncio, ha rischiato molto dal punto di vista politico, visto che ci si prepara alla campagna elettorale. Allo stesso modo, non avrebbe mai immaginato di poter assistere a questo momento storico.

UNO STATO ALLA VOLTA
Secondo il Guardian, anche se la mutilazione in Gambia è ancora una pratica molto diffusa, è comunque in calo. Molto dipende dall'etnia di appartenenza: mentre l'84 delle donne Mandinka sono delle convinte sostenitrici dell'infibulazione, tra le donne Wolof solo il 12% continua a dirsi favorevole. Nel 2015 anche la Nigeria ha dichiarato illegale la pratica, unendosi così ad altri Stati africani come la Repubblica Centrafricana, l'Egitto e il Sudafrica.

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