17 Novembre Nov 2015 1220 17 novembre 2015

Chiede di essere sterilizzata ma resta incinta: risarcita

La donna, 37 anni, aveva già cinque figli. Il giudice le ha riconosciuto una somma pari a 100 mila euro per le sofferenze patite dalla violazione del diritto di autodeterminazione della gravidanza e per il mantenimento del figlio.

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Detail Of Pregnant Woman Holding Ultrasound Scan

Aveva chiesto di essere sterilizzata al momento del parto del quinto figlio, nato a marzo del 2007. Ma i medici non le hanno praticato la sterilizzazione tubarica e la donna, una 37enne pakistana che vive a Boretto (Reggio Emilia), è rimasta nuovamente incinta dopo appena nove mesi. Per la sesta volta. Così ha chiesto un risarcimento all'Ausl di Reggio Emilia: il giudice ha riconosciuto alla donna un risarcimento di oltre 100 mila euro per le sofferenze patite dalla violazione del diritto di autodeterminazione della gravidanza e per il mantenimento del figlio fino all'autonomia economica. Un riconoscimento importante, nell’ambito del risarcimento del danno medico, quello ottenuto dagli avvocati Mauro Intagliata e Domenico Intagliata dello Studio Legale Associato Rovacchi Intagliata di Reggio Emilia.

L'ABORTO NON È UNA RISPOSTA
A sostegno della sua volontà, la donna ha prodotto un documento sul consenso informato all'operazione che poi non le è stata eseguita. L'Ausl ha eccepito che la 37enne poteva interrompere la gravidanza, ma il giudice ha sottolineato che il diritto all'aborto può non essere esercitato per «ragioni etiche, morali o religiose che impediscono tale scelta». Il tribunale ha riconosciuto quindi i profili di colpa dell'Ausl condannandola al risarcimento dei danni non patrimoniali sofferti dalla famiglia lesionata nel suo diritto di «autodeterminazione della propria esistenza»,e dei danni patrimoniali per il mantenimento economico del figlio indesiderato.

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