13 Novembre Nov 2015 1917 13 novembre 2015

Se il bambino vuol cambiar sesso

Negli ultimi sei mesi il numero dei minori inglesi che chiede il cambio di genere è raddoppiato. Susie Green, presidente di una charity che segue i temi transgender, racconta le difficoltà del percorso.

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Children Stage Mass Protest Parade Highlighting World Issues

Susie Green, presidente della charity Mermaids.


Negli ultimi sei mesi il numero dei bambini inglesi che vuole cambiare sesso è raddoppiato. A segnalarlo, confermando una tendenza cominciata negli ultimi cinque anni, l'Nhs, il servizio sanitario britannico, attraverso il Tavistock Center, specializzato nello sviluppo dell’identità di genere, affronta queste problematiche. Secondo gli esperti del centro dal 2009 in poi si è registrato un aumento costante delle richieste di intervento, pari al 50% in più anno dopo anno. Segno che qualcosa sta cambiando, anche nella percezione della sessualità dei piccoli. Susie Green, presidente della charity Mermaids, che segue questi temi, parla di un generale mutamento di orizzonte. Anche se a suo parere molto rimane da fare.


DOMANDA: Da che cosa crede possa dipendere il costante aumento dei minori che vogliono cambiare identità sessuale?
RISPOSTA: Negli ultimi anni molti fattori hanno contribuito a rendere più diffusa la cultura transgender. Ad esempio su Internet ci sono molte informazioni a proposito dei transessuali, gli adulti sono più preparati ad affrontare questi argomenti e anche i ragazzi sono più informati. In generale, poi, nei media si sta registrando una maggiore presenza di personaggi transgender che parlano della loro vita e della loro esperienza. Credo che in questo modo in particolare gli adolescenti si trovino ad avere minori difficoltà in un contesto più aperto, come sembra quello attuale.
D: Le richieste arrivano da bambini sotto i dieci anni: uno addirittura ne ha appena tre. Non è un po' presto per essere in grado di guardare dentro se stessi e capire a quale genere davvero si appartiene?
R: È comune che si cominci a ragionare di genere quando si è piccoli. Secondo alcuni studi i bambini cominciano ad avere coscienza del proprio genere quando hanno tra i tre e i cinque anni.
D: Eppure sembra strano a questa tenera età….
R: Se ci riflette non lo è. I bambini nei giochi spesso passano dal ruolo di maschio a quello di femmina, fingendosi principesse o guerrieri indipendentemente dal loro sesso. A volte proprio parlare di come si sentono in queste circostanze li aiuta a mettere a fuoco un problema di genere.
D: Quali sono le difficoltà che i minori si trovano ad affrontare quando cominciano un percorso per la scoperta del loro vero genere?
R: All’inizio in loro c’è tanta vergogna. Gli altri bambini possono bullizzarli, giudicarli, escluderli. È frequente che soffrano anche perché si sentono diversi e sono a disagio con il loro corpo.
D: Un quadro decisamente pesante…
R: Lo sa che tra i giovani transessuali c’è una percentuale di tentati suicidi del 48%, rispetto all’1,6% dei coetanei che non stanno affrontando questo percorso? Il quadro dei problemi è pesante e spesso anche la famiglia non riesce ad aiutarli.
D: È in questo caso che voi intervenite?
R: La nostra charity si occupa di supportare i ragazzini nelle loro difficoltà, ma anche di aiutare le famiglie. Siamo nati nel 1995 per dare una mano alle persone transgender fino ai 20 anni. E negli ultimi tre anni il loro numero è andato aumentando del 100% ogni anno.
D: Come fate esattamente a sostenere queste persone?
R: Anzitutto li ascoltiamo. Poi li mettiamo in contatto con esperti, oppure parliamo alle loro famiglie quando necessario. Ancora facciamo da tramite con la scuola se quello è l’ambito dove si registrano le difficoltà. Spesso organizziamo fine settimana per famiglie assieme ai nostri esperti magari ascoltando anche l’esperienza di persone transgender.
D: L’obiettivo finale di questi programmi è la consapevolezza?
R: Soprattutto la cancellazione dell’isolamento. Troppo spesso bambini e ragazzi si ritrovano soli e incompresi. Vogliamo che non accada più. In questo senso abbiamo attivato una linea telefonica di informazioni, un forum per i genitori e un servizio email sempre attivo.
D: Ma le scuole come si comportano di fronte a casi come questi? Sono preparate ad affrontarli?
R: Alcuni istituti sono molto ben organizzati, altre invece no. Spesso andiamo nelle scuole per parlare con docenti e presidi, a volte anche collaborando con altre associazioni che si occupano di temi analoghi e tengono incontri e seminari.
D: E a livello sanitario? Ritenete che ci siano abbastanza informazione e assistenza?
R: Quando un bambino sotto i dieci anni esprime le proprie difficoltà e chiede di parlare con degli esperti, è subito incontrato, si gestisce il suo caso, gli si spiega come affrontare le difficoltà e come muoversi in modo che arrivi pronto, per quanto possibile, al periodo critico della pubertà. Quando invece si tratta di adolescenti, la questione si complica un po'. Per avere un incontro con gli esperti ci vuole più tempo ma il tempo manca, perché la pubertà induce cambiamenti irreversibili nel corpo.
D: Come funzionano i farmaci che bloccano lo sviluppo?
R: Si tratta di sostanze che bloccano gli ormoni. Funzionano e evitano che siano gli adolescenti a bloccare da soli i processi di trasformazione del loro corpo. Ci è capitato di trovare ragazzine che volevano essere maschi e che si riducevano alla fame per non svilupparsi e non veder crescere il seno. Chiunque riesce ad immaginare quanto può essere doloroso e frustrante.
D: Poco tempo fa un maestro elementare transgender inglese ha rivelato che molti genitori dei suoi alunni lo hanno contestato per questioni di genere.
R: Mi pare orribile e profondamente sbagliato. Non bisogna giudicare un insegnante dal suo sesso ma dai suoi meriti didattici e dalle sue capacità.
D: I social network si mostrano all'avanguardia, su Facebook, ad esempio, ci sono varie opzioni di genere
R: Credo che questa scelta di Facebook dimostri che il panorama si sta ampliando, ma purtroppo non è così semplice e non funziona allo stesso modo per tutti.
D: Quali sono le tre cose più urgenti da fare per cercare di favorire il cambiamento e l’equità?
R: Serve una migliore rappresentazione sui media delle questioni transgender. Poi occorre che i servizi di assistenza siano migliorati. Infine, un quadro più ampio di modelli per i giovani e anche per gli adulti davvero non guasterebbe.
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